L'Italia Quotidiano

L’EUROPA HA DECISO: VUOLE LA GUERRA CON LA RUSSIA. ED È ORA DI USCIRNE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

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La Redazione

Mettete insieme i pezzi e il disegno è chiarissimo.

Non sono notizie sparse.
È un unico piano.

Il primo pezzo sono le fabbriche: Volkswagen vende Osnabrück, 125 anni di auto, al governo della Bassa Sassonia e al fondo israeliano Aurelius Capital.

Dal 2027 non farà più Golf, farà sistemi di difesa aerea con Rafael, il colosso degli Iron Dome israeliani.
La Germania chiude l’auto e apre le armi.
I cinesi si prendono il mercato, i tedeschi si tengono i droni.
Un tempo si chiamava Volkswagen, auto del popolo.
Oggi è Volkskrieg, guerra del popolo

Il secondo pezzo: mentre riconvertono le fabbriche, i ministri baltici giocano alla guerra.
Il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur minaccia attacchi preventivi in Russia e dice di voler “uccidere ogni russo che attraversa il confine”.

Putin il 25 settembre a San Pietroburgo lo ha gelato:

“Il circo se n’è andato, ma i clown sono rimasti. Questa è una pagliacciata politica”.

E ha ricordato i numeri che a Tallinn fingono di non capire:

“L’esercito russo conta 1,535 milioni.
La popolazione estone 1,3 milioni, dai neonati agli anziani”

È un’idiozia totale, ha detto Putin.
Ma sono questi i clown con cui dobbiamo avere a che fare.
E sono questi clown che hanno il dito sull’articolo 5 della NATO.

Il terzo pezzo riguarda il sabotaggio della pace: Lavrov lo ha detto chiaro: l’amministrazione Trump vuole chiudere il conflitto in Ucraina, l’Europa fa di tutto per affossare ogni trattativa.
Mosca lo ripete da mesi: Bruxelles vuole prolungare la guerra per guadagnare tempo, riarmare Kiev, usare gli ucraini come “carne da cannone”.
È l’Europa che ha bisogno della guerra per giustificare il riarmo, non la Russia.

Putin stesso:

“Non ci stiamo preparando ad alcuna guerra con l’Europa”.

È l’Europa che si sta preparando alla guerra con la Russia.

Il quarto pezzo riguarda i giovani: In Germania 45mila studenti sono scesi in piazza in 100 città contro la leva obbligatoria.
Il governo tedesco ha iniziato a mandare le cartoline di precetto casa per casa.
I ragazzi rispondono:

“Vogliamo decidere del nostro futuro”.

Non vogliono morire per i deliri di Merz, von der Leyen e dei generali baltici.

Ecco il filo conduttore:

Riconvertono le fabbriche di auto in fabbriche di armi, mandano le lettere di leva ai diciottenni, minacciano attacchi preventivi a una potenza nucleare da 1,5 milioni di soldati, sabotano ogni tentativo di pace di Trump perché la pace toglierebbe loro la scusa per l’economia di guerra.

Questa non è difesa. Questa è follia organizzata.

Ci stanno portando dritti in guerra con la Russia. Non domani.
Ora.
Con la nostra industria, con i nostri figli, con i nostri soldi.

E l’Italia cosa fa?

Resta agganciata a questo carro impazzito.

Con un governo che parla di pace ma vota ogni pacchetto di armi, che dice sovranità ma obbedisce a Bruxelles.

La verità è una sola: in questa Unione Europea non ci salviamo.

Questa UE non è più mercato, è macchina da guerra.
Non è mai stata l’Europa dei popoli, è Europa delle armi.

Se non usciamo da questa UE, se non riprendiamo la nostra neutralità, la nostra industria, il nostro esercito nazionale, la nostra sovranità, finiremo in trincea per difendere l’Estonia e gli interessi di BlackRock e di Rafael e dei globalisti del mondo.

Sono pazzi scatenati.
E i pazzi scatenati vanno lasciati soli.

Uscire dalla UE per non morire per la UE.


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