L'Italia Quotidiano

L’UE SGANCIA ANCORA SOLDI A KIEV. ZELENSKY RINGRAZIA E NE CHIEDE DI PIÙ

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La Redazione

Un altro giorno, un altro pacchetto.

Un altro miliardo che sparisce nel buco nero di Kiev.

Ieri l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha annunciato su X: gli Stati membri hanno sbloccato 6,6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace, per l’Ucraina.

Fondo per la pace, lo chiamano.
Orwell sarebbe fiero.

Sblocco arrivato dopo due anni di veto ungherese.

Orbán aveva bloccato tutto chiedendo: dove vanno questi soldi?

Domanda scomoda. Così l’hanno convinto a togliere il veto e adesso festeggiano.

Ecco la ripartizione ufficiale:

900 milioni per la missione EUMAM, cioè addestrare soldati ucraini in Europa;

1 miliardo per nuovi acquisti congiunti di armi;

4,7 miliardi per rimborsare gli Stati membri che hanno già regalato armi a Kiev.

Polonia in testa che ne rivendica 500 milioni e dice “quei soldi sono nostri”, Germania, Slovacchia.

Soldi già spesi, ora restituiti con i soldi dei contribuenti europei, alcuni dei quali, dice Kallas, “dichiarano che destineranno la loro quota all’Ucraina”.
Un giro di soldi senza fine.

Kallas chiude con la frase fatta:

“Gli attacchi ibridi di Mosca cercano di intimidire l’Europa. L’Europa fa l’esatto contrario”.

E von der Leyen rincara:

“È un’ottima notizia per l’Ucraina, una cattiva per la Russia.
Ne arriveranno altri. Molto presto”.

Infatti. Ne arriveranno altri.

Solo negli ultimi 15 giorni l’UE ha già sganciato 6,1 miliardi per la difesa aerea, i Patriot, i PAC-3.

Per il 2026 siamo già a 28,3 miliardi solo per armi, dentro un pacchetto complessivo da 45 miliardi per Kiev, dentro un programma di prestiti da 90 miliardi per il biennio 2026-2027.

Dal 2022, dicono loro stessi, 224,5 miliardi di euro totali tra UE e Stati membri.

Nessuno potrà mai verificare dove vanno realmente a finire.

L’Ucraina è il Paese più corrotto d’Europa, lo dice Transparency International, non noi.

Il governo Zelensky è diventato una banda che guadagna miliardi sulla guerra, tra scandali sugli appalti della Difesa, tangenti sui generatori, ville a Forte dei Marmi.

Se loro ci guadagnano miliardi, immaginate quanto ci guadagnano i loro sponsor a Bruxelles, Parigi, Berlino e nelle fabbriche di armi che fatturano con gli “acquisti congiunti”.

Zelensky intanto ringrazia e rilancia: ieri ha annunciato che Trump gli ha dato le licenze per produrre i Patriot in Ucraina.
E ha chiesto subito un altro incontro trilaterale negli Emirati.

È ovvio: questo è un altro motivo per cui non vogliono mai far finire la guerra.
Voi rinuncereste a un business da miliardi di euro all’anno pagato a fondo perduto dai cittadini europei?

Chiamano “Fondo per la pace” un fondo per le armi.
Chiamano “sostegno alla democrazia” un assegno in bianco a un regime corrotto e senza elezioni.

E noi paghiamo.


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