Ramona Castellino
È iniziata la mattina del 25 settembre, la vera riconquista.
Papa Leone XIV è sbarcato a Parigi-Orly e per sette minuti tutte le campane di Francia hanno suonato a festa
Un suono che la Francia non sentiva da decenni.
Ad accoglierlo sulla pista c’era Emmanuel Macron.
Ma è l’unico momento in cui lo vedremo vicino al Papa.
Il Presidente della République laicista ha annunciato con orgoglio massonico: non parteciperà a nessuna Santa Messa.
Né a Notre-Dame, né a Place de la Concorde, né a Lourdes.
Come a dire:
“Vi accolgo come Capo di Stato, ma Dio resti fuori dai palazzi”.
È lo stesso Macron che vuole imporre alla Francia cattolica la legge più efferata d’Europa sull’eutanasia e sul suicidio assistito, che lo ha già fatto con l’aborto come diritto, la stessa che Leone XIV ha definito “sconfitta della civiltà”.
È lo stesso che finanzia l’ideologia gender nelle scuole mentre le chiese si riempiono di giovani.
Ma la Francia vera sembra essere un’altra, molto lontana dai dictat del suo presidente.
Questa sera il Santo Padre radunerà 80.000 giovani allo Stade de France.
Domani, 600.000 fedeli a Place de la Concorde e sugli Champs-Élysées con 42 maxi-schermi.
Sono i numeri di un plebiscito che Macron non vedrà mai più.
Sono i figli della Francia eterna, quella di Santa Giovanna d’Arco, di San Luigi, di Clodoveo, della Vandea.
Non a caso la Chiesa francese sta risorgendo: 20.000 catecumeni adulti battezzati nel 2025.
Giovani, uomini, famiglie che tornano a Cristo mentre la Repubblica crolla nel debito, nelle rivolte, nell’immigrazione islamica fuori controllo.
Leone XIV lo sa.
E il suo viaggio è un programma politico-spirituale chiarissimo:
Parigi: per dire all’UNESCO che senza Cristo non c’è cultura.
Notre-Dame: ricostruita dalle pietre, simbolo della Francia che risorge solo se torna cattolica.
Maison Bakhita: per ricordare che la carità è cristiana, non buonismo di Stato.
Lourdes: in ginocchio davanti all’Immacolata, alla Grotta di Massabielle, dove tutto è iniziato.
Metz: nella terra di Robert Schuman, per ricordare che l’Europa è nata cristiana, o non sarà.
Oggi a Parigi c’è un solo Padre.
E non è all’Eliseo.
Macron può restare fuori dalle chiese.
I francesi, invece, ci stanno tornando dentro.





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