La Redazione
Due immagini in 24 ore che spiegano meglio di 1000 editoriali perché la guerra in Ucraina è finita, almeno per chi paga.
Palazzo di Vetro, New York.
Donald Trump incontra Volodymyr Zelensky a margine dell’Assemblea Generale.
La parte davanti alle telecamere dura pochi minuti.
Cronometri alla mano, sui social hanno contato: Zelensky parla per 40 secondi.
Il resto del tempo resta seduto, immobile, mentre Trump parla dell’accordo che “sta arrivando” e del prezzo del diesel schizzato alle stelle proprio a causa dei bombardamenti ucraini sulle raffinerie russe.
Trump gli aveva chiesto di fermarli.
Zelensky ha continuato.
I video del meeting, rilanciati da tutti i canali, mostrano un Zelensky nervoso, con espressioni tirate, che si tocca ripetutamente il naso e il volto durante la conferenza stampa.
Gesti che sui social hanno fatto il giro del mondo e che tutti hanno notato.
La Casa Bianca non commenta, ma il linguaggio del corpo è quello di un uomo che sa di non avere più carte da giocare.
Cosa gli ha detto Trump nei 40 minuti a porte chiuse successivi?
I giornali americani parlano di “nessuna nuova promessa”. Tradotto: zero armi nuove, zero miliardi nuovi.
Solo una proposta: cessate il fuoco energetico per non far morire di freddo gli ucraini quest’inverno, e poi trattativa vera con Mosca.
Dopo due anni e mezzo in cui Zelensky entrava alla Casa Bianca e usciva con assegni da 60 miliardi, ora entra e esce con una pacca sulla spalla.
Il re è nudo.
E Trump gliel’ha detto in faccia.
Mentre a New York si chiude il sipario, a Bruxelles si apre il libro dei conti.
Ed è un libro in rosso.
l’UE aveva promesso a Kiev 140 miliardi di euro di nuovi prestiti, garantiti dai beni russi congelati in Belgio.
Soldi che non esistono.
Perché?
Per paura delle cause. Euroclear, che detiene i soldi russi, ha avvisato: se usate i nostri asset per garantire prestiti a Kiev, domani Mosca ci fa causa e paghiamo noi.
Per la corruzione endemica.
Ogni settimana a Kiev scoppia uno scandalo.
Armi NATO rivendute in Africa, appalti per droni gonfiati del 300%, funzionari del Ministero della Difesa arrestati.
La Corte dei Conti UE stessa ha detto: non sappiamo dove finiscono i fondi.
E poi l’Europa è al verde, ma non nel senso green globalista.
La Germania è in recessione, la Francia con deficit al 5,8%, l’ Italia con 3.000 miliardi di debito.
Da dove li prendiamo 140 miliardi per la “cloaca di Kiev”, come la chiama il popolo sui social , mentre qui chiudono ospedali, la benzina alle stelle e le bollette sono raddoppiate?
Risultato: la Germania frena, la Francia frena, anche l’Italia di Giorgetti frena.
La Von der Leyen propone di usare il bilancio UE come garanzia, cioè di indebitare tutti gli europei per armare Zelensky.
Un suicidio.
Abbiamo dato a Kiev oltre 200 miliardi tra armi e contanti dal 2022. Per cosa?
Il fronte non si è mosso di un metro, la corruzione ucraina è salita dal 104° al 122° posto nel ranking Transparency, il gas costa 4 volte di prima e le nostre fabbriche chiudono.
Ora anche Trump l’ha capito e ha chiuso il rubinetto.
Ora anche Bruxelles, a denti stretti, ammette che il rubinetto è vuoto.
Basta.
Non un euro, non un proiettile, non un litro di gasolio in più per una guerra persa che serve solo a tenere in piedi un regime corrotto, a far guadagnare Lockheed Martin e Rheinmetall e a mantenere sugli scranni del potere i globalisti europei schifati dal popolo.
I soldi degli italiani servono agli italiani.
Case, ospedali, pensioni a 41 anni.
Non a Zelensky.
L’era del comico di Kiev è finita.
Se ne accorga anche Palazzo Chigi.





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