La Redazione
L’America vota.
E non è un voto qualsiasi.
Elezioni di Metà Mandato negli USA.
Si rinnovano: Camera, 35 senatori federali, 36 governatori, oltre a 146 referendum.
I media di regime italiani, da Repubblica al Corriere, già titolano:
“I Democratici si preparano a fare cappotto, sempre che i sondaggi siano corretti”.
Appunto. La frase più importante di tutto l’articolo.
Perché i sondaggi, in America, sono corretti? Quando lo sono stati l’ultima volta?
Nel 2016 davano Hillary vincente 95% contro Trump.
Ha vinto Trump.
Nel 2020 dicevano che Biden avrebbe stravinto con 15 punti.
Ha vinto di un soffio e con mille ombre di brogli.
Nel 2024 davano Kamala Harris favorita contro Trump.
Ha vinto Trump con una valanga popolare.
E oggi, 2026, dovremmo credere agli stessi sondaggi che dicono che i Dem faranno cappotto?
Oggi è il referendum su Donald Trump.
Dopo due anni di secondo mandato, dopo aver chiuso il confine con il Messico, dopo aver cacciato i criminali islamici, dopo aver tagliato i fondi all’Ucraina e a Zelensky, dopo aver dichiarato guerra allo Stato profondo, Trump si gioca tutto.
Se i Democratici riprendono la Camera, sarà impeachment immediato.
L’hanno già detto.
Se riprendono il Senato, bloccheranno ogni nomina, ogni giudice della Corte Suprema, ogni legge.
È il modello Tusk applicato all’America: prima occupi la TV, poi la Corte Costituzionale, poi fai l’impeachment al Presidente eletto dal popolo perché non ti piace.
Dall’altra parte, i Democratici di oggi non sono più il partito di Kennedy.
Sono il partito del campo largo islamico americano.
Guardate chi sono i loro candidati in queste midterms: Ilhan Omar, Rashida Tlaib, Zohran Mamdani a New York, candidati che tifano Islam, che vogliono la sharia nelle scuole, che vogliono disfinanziare la polizia.
È la stessa cosa che vogliono fare a febbraio in Italia: far decidere il leader del centrosinistra alle comunità pachistane, bengalesi, marocchine.
I Dem pregustano la vittoria grazie a due cose:
Il voto islamico e degli immigrati di massa importati da Biden: 10 milioni di clandestini fatti entrare in 4 anni, a cui in stati come California, New York, Illinois hanno già dato la patente, la sanità gratis, e domani daranno il voto, come ha fatto Sánchez in Spagna con un milione di irregolari.
I 146 referendum in contemporanea: in 15 stati si vota per rendere l’aborto diritto costituzionale fino al nono mese, per dare il voto ai 16enni, per legalizzare tutto.
Sono esche per portare al voto i giovani radical chic che altrimenti non voterebbero.
È la stessa tattica del campo largo italiano: non vinci con gli americani, vinci importando un altro popolo che vota per te.
Ma c’è un ma enorme.
L’America reale, quella che lavora, che prega, che va in chiesa la domenica, che festeggia Ognissanti e non Halloween islamico, è stufa.
È stufa delle bollette alle stelle causate dalle tasse verdi europeiste, punto 10 della lista di Janša.
È stufa delle prigioni segrete dell’Azov finanziate con i suoi soldi, come quella scoperta ieri a Kiev con il 14enne torturato.
È stufa di vedere la polizia mandata alla Corte Costituzionale, in Polonia come a Washington.
È stufa di vedere infermiere messe in ginocchio arrestate mentre i criminali vengono liberati.
E soprattutto, l’America ha visto cosa è successo a Londra con Sadiq Khan, cosa sta per succedere a febbraio in Italia con le primarie decise dagli islamici, e non vuole fare la stessa fine.
Ieri a Dearborn, Michigan, la capitale islamica d’America, i Dem hanno radunato 20 mila persone.
A Butler, Pennsylvania, dove hanno sparato a Trump, Trump ne ha radunate 60 mila senza un soldo di pubblicità.
I sondaggi dicono Dem in vantaggio di 3 punti a livello nazionale.
Nel 2024 dicevano la stessa cosa e Trump ha vinto con +5 di voto popolare.
Fate voi i conti.
Oggi non si vota solo per la Camera e 35 senatori.
Oggi si vota se l’America resterà l’America cristiana dei Santi e dei padri pellegrini, o se diventerà il campo largo islamico europeo, con premier scelto nelle moschee, TV occupate con la polizia e prigioni segrete per i dissidenti.
Noi tifiamo America. Quella vera.
Stasera, quando i media italiani piangeranno perché i Dem non hanno fatto cappotto, noi saremo qui a raccontarvelo.
Forza America, forza Trump.





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