Ramona Castellino
L’avevano attaccato per giorni.
Repubblica: “Razzista”.
Avvenire: “Discriminatorio”.
CGIL: “Incostituzionale”.
Lui sale sul palco di Orvieto, davanti ad una platea in fiamme e un fiume di giornalistii, e fa l’unica cosa che un Generale sa fare: va dritto.
Tema: scuola e burqa.
Le due bombe sganciate da Meloni negli ultimi giorni, dopo che Valditara ha proposto classi separate per stranieri che non parlano italiano e il Viminale ha aperto al divieto del burqa integrale nei luoghi pubblici.
Cosa ne pensa Roberto Vannacci?
Ecco l’intervento integrale di Orvieto, ricostruito dai nostri inviati:
“Ho letto che il governo finalmente parla di classi separate per stranieri che non parlano italiano e di stop al burqa integrale nei luoghi pubblici. Sapete cosa vi dico? Giustissimo.
Ma in ritardo.
Di tre anni.”
La sala scoppia in applausi e cori “Roberto! Roberto!”
“Sono battaglie che noi di Futuro Nazionale portiamo avanti dal primo giorno.
Dal primo giorno del nostro programma. Quando noi parlavamo di classi separate per chi non parla italiano ci chiamavano razzisti, fascisti, estremisti.
Ora lo dice il Ministro e diventa buon senso. Bene.
Meglio tardi che mai. Ma non bastano gli slogan sui giornali. Servono le leggi.”
Vannacci spiega cosa intende per “sovranismo sociale” nella scuola, che sarà il cuore della terza parte del programma di Futuro Nazionale in uscita nei prossimi giorni:
“Nei prossimi giorni uscirà la terza parte del programma di Futuro Nazionale.
Parleremo di scuola, di sanità, di cultura, di sport. E sulla scuola siamo chiarissimi.”
I punti di Vannacci sulla scuola sono 4:
CLASSI DI INSERIMENTO, NON GHETTI
“Non è discriminazione. È buon senso.
In Francia esistono già le UPE2A , Unità pedagogiche per alunni allofoni.
In Germania le Willkommensklassen, classi di benvenuto.
In Austria le Deutschförderklassen. Solo in Italia se proponi di insegnare l’italiano a chi non lo parla sei razzista.
Noi diciamo: 6 mesi, massimo 1 anno, in classe separata per imparare l’italiano intensivo, poi inserimento in classe normale.
Così aiuti lo straniero e non rallenti gli italiani.”
STOP VELO INTEGRALE A SCUOLA E NEI LUOGHI PUBBLICI
“Il burqa e il niqab non sono religione.
Sono sottomissione della donna e rifiuto della nostra società.
In Francia è vietato dal 2010.
In Danimarca dal 2018. In Austria dal 2017.
In Belgio dal 2011.
In Italia no, perché abbiamo paura.
Noi diciamo: stop al burqa integrale nei luoghi pubblici, nelle scuole, negli uffici.
Chi vuole vivere in Italia rispetta l’Italia.
Il volto si mostra. Punto.”
STOP IDEOLOGIA GENDER E WOKE
“Nella scuola deve tornare l’italiano, la storia, la matematica, l’educazione civica.
Non l’educazione sessuale ai bambini di 6 anni, non i corsi drag queen, non i bagni neutri.
Laura Ravetto oggi è salita qui con la maglietta ‘DONNA: persona adulta di sesso femminile’.
Ha ragione.
Una donna è una donna. Un uomo è un uomo.
A scuola si insegna la realtà, non le allucinazioni.”
MERITO E DISCIPLINA
“I nostri figli oggi escono da scuola senza sapere scrivere in italiano ma sanno tutto sui pronomi.
Basta.
Ritorno al merito, alla disciplina, al rispetto per l’insegnante.
Se uno straniero non vuole integrarsi, se disturba, se non impara, la famiglia torna a casa. La scuola italiana è per chi vuole diventare italiano.”
E qui standing ovation!
Poi la stoccata a chi lo accusa di inseguire Meloni:
“Io non inseguo nessuno.
Sono loro che inseguono noi.
Noi queste cose le dicevamo quando ci davano degli estremisti. Ora che AfD in Germania è al 38% e Le Pen in Francia al 34%, anche Meloni si ricorda di essere di destra. Bene.
Ma le idee hanno bisogno di gambe per camminare.
Noi le gambe ce le abbiamo. Sono le vostre.”
E chiusura sull’alleanza:
“Se il governo fa leggi giuste su scuola e burqa, noi le votiamo. Senza chiedere nulla. Perché l’Italia viene prima di tutto.
Ma se restano slogan per i giornali, noi andiamo avanti da soli. Il nostro sogno si sta avverando: avere affianco gente preparata.
Posso anche andare al mare, perché la sinistra e il centrodestra stanno lavorando per noi.
Lo dicono i sondaggi.”
Dietro di lui, sullo schermo, la slide del programma:
FUTURO NAZIONALE TERZA PARTE IN USCITA: SCUOLA – SANITÀ – CULTURA – SPORT
Lo slogan:
“Prima gli italiani a scuola. Prima le italiane.”
Applausi per 3 minuti. Cori. Foto.
Il Generale come sempre centra l’obiettivo.
Ora servono le leggi.





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