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QUELLA FOTO NON DANNEGGIA MELONI, DANNEGGIA NOI: DA UNA PARTE CHI SI FA CHIAMARE CAMERATA E NON LO È MAI STATA, DALL’ALTRA CHI NON HA BISOGNO DI FARSI CHIAMARE CAMERATA PERCHÈ LO È PER DAVVERO

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La Redazione

Hanno tirato fuori la solita foto.

Giorgia Meloni giovane, accanto a Giuliano Castellino giovane anche lui

E giù i titoli della serie:
“Guarda chi frequentava la Meloni!”.

Come se fosse uno scandalo.
Come se dovesse essere Giorgia Meloni a vergognarsi o a dover ammettere chissà quale colpa di quella vicinanza.

Ma mentre si cerca di scrediarla, in una ipocrisia vergognosa della sinistra, in realtà è esattamente il contrario.

Ad essere indignato per quell’accostamento dovrebbe essere Giuliano.

Anzi, dovrebbe esserlo il Fronte della Gioventù intero.

Perché in quella foto ci sono due persone che da quella foto in poi hanno fatto due strade opposte.
Irreconciliabili.

Da una parte c’è lei. Giorgia Meloni.

Una che ancora si fa chiamare, tra virgolette, “camerata” nei comizi a effetto, ma che camerata, forse, non lo è mai stata fino in fondo.

Una che viene dal Fronte della Gioventù, sì. Ma che del Fronte della Gioventù ha dimenticato tutto.
Ha dimenticato la militanza come servizio, ha dimenticato la comunità come destino, ha dimenticato l’idea di Patria come spiritualità, non come hashtag o video con la faccia da dura.

Oggi si fa chiamare cattolica, sovranista, patriota.
Ma nei fatti?

Amica di Bruxelles. Ancella fedele di Ursula von der Leyen.
Serva d’America fino all’ultimo proiettile mandato a Zelensky per una guerra che non è la nostra.
Atlantista più di Draghi. Sionista più di Biden.

Sull’immigrazione?
Zero.
Anzi, ha firmato il patto UE sull’immigrazione che regala all’Italia tutti i clandestini d’Europa, con piccolo cambio di rotta in odore di elezioni.

Questo è sovranismo? No.
È trasformismo.

Dall’altra parte, in quella stessa foto, c’è Giuliano Castellino.

Uno che non ha bisogno di farsi chiamare camerata.
Perché si comporta da camerata ogni giorno, da 35 anni, senza telecamere.

Uno che nel Fronte della Gioventù ci è cresciuto per davvero.

Non per fare carriera. Per fare percorso.
E di quel percorso ha conservato i valori profondi che gli hanno insegnato al Fronte: lealtà, coerenza, coraggio, fede, servizio al Popolo contro il potere.

Giuliano Castellino il sovranismo non lo urlava nei talk.
Lo serve.
Lo ha servito portando oltre centomila persone in piazza, durante il periodo più buio, quello del green pass, riuscendo a far sventolare solamente il tricolore italiano, lo ha servito nei quartieri e nelle borgate, per il diritto all’abitare, nelle piazze contro lo ius soli.

Parlava già 25 anni fa di mutuo sociale, si famiglia come unico pilastro della società, di vita dal concepimento al.fine vita, di Fede, radici e tradizioni.

Senza un vetro rotto, senza mai il volto coperto, senza mai un cassonetto bruciato o una vetrina sfasciata, e basta una mobilitazione come non se ne vedevano da 100 anni in Italia, per provarlo.

Un uomo che si è messo al servizio del popolo.
Che sta pagando politicamente e giudiziariamente le sue condanne senza mai equipararle a medaglie, senza mai piangersi addosso, senza mai patteggiare con il sistema che lo vuole morto politicamente.

Ecco la differenza.

Quella foto, usata per danneggiare Giorgia Meloni perché “amica di Castellino”, in realtà dovrebbe far indignare tutti quei camerati che oggi si ritrovano governati da chi quella militanza l’ha rinnegata.

Perché quella foto ci dice una verità scomoda: Giuliano Castellino ha una condanna politica per i fatti del 9 ottobre?

Sì, ma non è mai entrato nella CGIL. Non ha mai occupato la CGIL.
E per quei fatti ha una sentenza politica che lo inchioda proprio perché è rimasto quello che è: un Sovranista.

A costo di denunce, processi, gogna mediatica, interdizioni.

Da una parte chi è al governo e ha dimenticato tutto.
Dall’altra chi è fuori dal governo e ha conservato tutto.

Quella foto non è un’arma contro Meloni. È uno specchio per noi.

E nello specchio si vede chi è diventat Giorgia e chi è rimasto camerata.

Giuliano non ha bisogno di quella foto per essere quello che è.

È Giorgia che avrebbe bisogno di tornare ad essere quella della foto per essere credibile.


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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