La Redazione
La violenza non è più solo in Francia.
È anche in Belgio.
È arrivata dentro i palazzi del potere.
Venerdì 9 ottobre, Anversa, nel Municipio. Ore 11:50. Filip Dewinter, 62 anni, leader storico del Vlaams Belang, partito identitario fiammingo, primo partito delle Fiandre, sta entrando in Comune per lavoro istituzionale.
Fuori, un enorme corteo nuziale marocchino ha occupato l’ingresso. Decine di persone. Musica, urla.
Dewinter viene riconosciuto. Parte l’urlo: “Razzista! Razzista!”
Quello che succede dopo è da Repubblica islamica, non da Europa civile.
Un uomo del corteo lo insegue, lo afferra per la gola, lo trascina di peso dentro il municipio di Anversa e lo sbatte contro il muro.
Pugni. Spintoni. Calci. Come confermato dalla polizia di Anversa e documentato dai video che girano sui social, Dewinter resta insanguinato, con una ferita aperta sopra l’occhio.
Servono diverse volanti e i reparti di intervento rapido per riportare l’ordine.
Due membri del matrimonio vengono fermati.
Dewinter sporge denuncia per aggressione e lesioni.
Il suo crimine? Aver detto la verità su Anversa.
Dewinter lo denuncia da 30 anni e oggi paga con il sangue.
E i numeri gli danno ragione:
Oggi il 58% degli abitanti di Anversa è di origine immigrata.
Tra gli under 19, i fiamminghi autoctoni sono diminuiti di oltre 6.300 unità in 6 anni, mentre gli immigrati sono aumentati di 16.863.
Le donne di origine straniera fanno in media 3,4-4 figli. Le fiamminghe 1,6.
Anversa non è più fiamminga.
È già marocchina.
Dewinter, dopo l’aggressione, lo ha detto senza giri di parole:
“La comunità marocchina si comporta come se fosse onnipotente.
La mia città è una città occupata e islamizzata”
Ed ha ragione.
Quando un eletto del popolo non può più entrare nel municipio della sua città senza essere preso per la gola e pestato da ospiti stranieri che festeggiano un matrimonio, non sei più in Europa.
Sei in una città occupata.
È questa l’Europa che vogliono i tecnocrati di Bruxelles?
Un’Europa dove chi si oppone all’immigrazione di massa viene aggredito sul posto di lavoro?
Dove non ti contestano più, ti mettono le mani addosso?
Dove i media tacciono perché l’aggressore è di matrice del “nuovo belga”?
Hanno già provato a ucciderlo.
Nel 2014 un commando jihadista arrestato ad Anversa aveva pianificato di entrare nel suo ufficio e “farlo fuori a colpi di pistola”.
Oggi ci hanno riprovato in pieno giorno, dentro il Comune.
Non è integrazione.
È sottomissione.
È intimidazione mafiosa per zittire l’opposizione.
A Parigi bruciano le scuole e sventolano bandiere palestinesi.
Ad Anversa pestano gli eletti dentro i municipi.
È questa l’Europa che vogliamo per i nostri figli?
I tecnocrati che amministrano l’Unione Europea vogliono la sostituzione, siamo ancora in tempo a fermarli, almeno in Italia.
La risposta, dopo Anversa, è una sola:
VANNO REMIGRATI TUTTI.





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