Ramona Castellino
C’è un limite alla decenza.
E Ilaria Salis lo ha superato da tempo.
Ma questa volta ha superato anche il limite dell’umano rispetto per i morti e ora l’ira monta in tutta la comunità giuliano-dalmata e italiana tutta.
L’europarlamentare di AVS Ilaria Salis, ha partecipato ad una manifestazione antagonista in cui è stata sventolata la bandiera titina.
La bandiera di Tito.
La bandiera rossa con la stella.
La bandiera dei carnefici.
La bandiera di chi ha ordinato le foibe, l’esodo, lo sterminio degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia.
La risposta dell’Unione degli Istriani è una condanna senza appello:
“La bandiera titina?
Non si rende conto di cosa voglia dire quello straccio”.
Uno straccio.
Perché per 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati, quella bandiera è il simbolo dei loro assassini.
È la bandiera di chi ha infoibato i loro padri, violentato le loro madri, rubato le loro case.
Ignoranza e vergogna vanno sempre a braccetto col nome Salis.
Ignoranza perché Ilaria Salis non sa nemmeno cosa è la storia d’Italia. Non sa cosa sono le foibe, non sa cosa è l’esodo, non sa cosa è il confine orientale.
Vive di slogan antagonisti imparati nei centri sociali occupati dove insegnava.
Vergogna perché, pur essendo pagata con 15.000 euro al mese dagli italiani come europarlamentare, va in giro a sventolare la bandiera di chi quegli italiani li ha ammazzati.
È la stessa Ilaria Salis che l’Ungheria ha arrestato per andare al n giro a spaccare teste a militanti di destra.
La stessa che la sinistra ha trasformato in eroina.
La stessa che oggi siede a Bruxelles e che dovrebbe rappresentare l’Italia, impartendo lezioni di fibbia morale, ma che rappresenta solo l’odio per l’Italia.
Il collegamento con quello che sta succedendo in Europa è totale.
Mentre a Parigi, Bruxelles e Torino i figli di seconda e terza generazione, sostenuti dalla sinistra, mettono a fuoco le nostre città al grido di “Torino è nostra” e con bandiere palestinesi e titine, a Bruxelles c’è un’europarlamentare italiana che fa la stessa cosa: rinnega l’identità italiana e inneggia ai carnefici degli italiani.
È lo stesso schema: odio per l’Occidente, odio per l’Italia, amore per chi l’Italia l’ha voluta distruggere.
Da una parte gli antagonisti e i pro-Pal che sventolano bandiere straniere e dicono “Torino è nostra”. Dall’altra Ilaria Salis che sventola la bandiera titina e dice, di fatto, “l’Istria non è mai stata vostra”.
È la saldatura tra antagonisti, pro-Pal e anti-italiani.
Humus culturale fornito, alimentato e coccoloto dalla sinistra.
Gli esuli istriani hanno 90 anni, hanno perso tutto, hanno attraversato l’Adriatico con una valigia di cartone.
Chiedono solo rispetto per i loro morti nelle foibe.
E si ritrovano un’europarlamentare italiana che sfila sotto la bandiera di Tito.
Se questa non è vergogna, cosa lo è?





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