La Redazione
La Francia non è più governabile.
Dopo le banlieue in fiamme, dopo i 1.514 quartieri dove lo Stato non entra più, dopo Bruxelles che copia Parigi, ora crolla anche il vertice.
Il governo Lecornu, nato dopo la caduta di Barnier, è già morto. Sfiducia, veti incrociati, opposizione totale.
E per la prima volta, non si chiede più solo la caduta del governo.
Si chiede la testa del Re.
Ora stanno chiedendo l’impeachment o le dimissioni di Macron.
Macron, il presidente banchiere, l’uomo di Rothschild, il pupillo di Bruxelles, l’uomo che ha venduto la Francia alla finanza e all’immigrazione di massa.
Il popolo francese non ne può più.
Otto anni di arroganza, di tasse, di repressione dei Gilet Gialli, di aperture all’islam, di sottomissione a Ursula e a Washington.
L’annuncio: l’intero paese verrà paralizzato tra 2 giorni mentre il popolo scende in strada per chiedere un cambiamento.
Sciopero generale, blocchi, ferrovie ferme, scuole chiuse, raffinerie bloccate.
La Francia che si ferma per far cadere Macron.
Non sono più i “casseur” dei quartieri.
Sono i francesi.
Quelli che lavorano. Quelli che non hanno mai avuto una bandiera palestinese in mano, ma solo il tricolore francese.
È la Francia profonda che si è risvegliata. Quella che aveva votato Le Pen al 42%.
Quella che Macron ha tradito.
Se cade Macron, cade l’asse franco-tedesco che tiene in piedi questa UE.
Se cade Macron, cade uno dei pilastri della guerra in Ucraina.
Se cade Macron, cade il modello globalista che ha distrutto l’Europa.
Per questo noi diciamo una cosa semplice:
Siamo tutti con te, Francia.
Tieni duro.
Libera te stessa e libererai l’Europa.





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