Ramona Castellino
Fascisti, intolleranti, razzisti.
Queste le parole rivolte a chi non ha taciuto, a chi si è opposto alle frontiere aperte, all’immigrazione incontrollata, alla sostituzione etnica.
Una delle dimostrazioni è il maxi blitz della Polizia di Stato in 44 province: 539 arresti, 954 denunciati, oltre 700 chili di droga sequestrati e quasi 190 mila persone controllate.
Numeri impressionanti, che riaccendono il dibattito sulla sicurezza e mettono in discussione anni di narrazioni secondo cui il degrado urbano sarebbe soltanto una costruzione mediatica di destra
Per anni ci è stato ripetuto che l’insicurezza era una semplice “percezione”.
Che parlare di baby gang, maranza, spaccio e violenza nelle città significasse alimentare paure irrazionali o fare propaganda.
Poi arrivano i fatti.
La maxi operazione coordinata dalla Polizia di Stato in 44 province italiane, restituisce un quadro difficilmente liquidabile come suggestione collettiva: 539 persone arrestate, 954 denunciate, 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati, armi, denaro contante e quasi 190 mila persone identificate durante i controlli.
Naturalmente un’operazione di polizia non basta, da sola, a descrivere l’intero livello di sicurezza del Paese.
Ma questi numeri mostrano l’esistenza di un’attività criminale significativa, del fallimento totale dell’ integrazione starnazzata dalle sinistre liberal e testimoniano il lavoro necessario delle forze dell’ordine per contrastarla.
Mentre cittadini, commercianti e amministratori locali segnalano episodi di violenza, spaccio e degrado, la sinistra invita a non “drammatizzare”, sostenendo che il vero rischio sia il razzismo e alimentare la paura.
La realtà, però, ha una caratteristica ostinata: non si lascia cancellare dalle narrazioni.
Negare l’esistenza di fenomeni criminali diffusi, da chi entra nel nostro paese o da chi ci nasce ma non ha assimilato né cultura, né tradizioni, né rispetto per le leggi è di fatto essere nemico dell’Italia e degli italiani.
Chi ogni giorno vive a contatto con queste realtà, non ha bisogno che qualcuno gli spieghi cosa dovrebbe percepire.
Chiede semplicemente che lo Stato continui a fare ciò che ha dimostrato di saper fare con questa operazione: presidiare il territorio, colpire la criminalità e garantire sicurezza ai cittadini.
Perché la sicurezza è un diritto.
E come dice il generale Vannacci:
“Se importi il terzo mondo, lo diventi”.





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