L'Italia Quotidiano

COVID: HANNO MENTITO SAPENDO DI MENTIRE E NON PAGHERANNO MAI

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Ramona Castellino

Non pagheranno.
È questo che dovete capire, italiano che hai sofferto.

Non pagherà Speranza. Non pagheranno i suoi tecnici.
Non pagherà il CTS che cambiava parere come si cambia camicia.
Non pagherà Mario Draghi col suo “O ti vaccini o muori”
Non pagherà Mattarella, che con l’avvallo al Green Pass ha ricatatto gli italiani.
Non pagherà nessuno.

L’audizione di ieri in Commissione Covid non è stata una resa dei conti.
È stata la certificazione dell’impunità.
Il sigillo finale sul delitto perfetto.

Mentivamo sapendo di mentire
Questo è il punto centrale che la Commissione ha messo nero su bianco.

Sapevano che il Green Pass era una truffa sanitaria e lo hanno imposto lo stesso.

Richeldi, Rezza, lo stesso CTS lo hanno ammesso sotto giuramento in queste settimane: il siero non bloccava il contagio. Speranza lo sapeva già nel 2021.
Eppure ieri ha rivendicato: “Giusto imporre il Green Pass”.

Ci hanno tolto il lavoro. Lo stipendio.
La scuola ai nostri figli.
Il diritto di prendere un treno, di entrare in un ospedale a trovare tuo padre morente, con un tampone negativo.
Sani.
Sani e puniti.
Non per ragioni sanitarie.
Per obbedienza.
Lo ha ammesso lui stesso:
“L’obiettivo era spingere al vaccino”.
Un obbligo incostituzionale, unico in Europa.

Sapevano dei danneggiati e li hanno lasciati crepare.

“Li rispetto, ma dovevamo salvare vite”.

Così liquida chi è finito in carrozzina.
Chi ha avuto miocarditi, trombosi, malattie autoimmuni.
Chi è morto dopo la dose.

Speranza si vanta di aver stanziato 150 milioni per gli indennizzi.
È una presa per il culo. Quei 150 milioni sono stati resi inutilizzabili dalla sua stessa firma sul Super Green Pass, che costringeva a firmare un consenso informato estorto.
Firmi o non mangi.
E se firmi, non puoi più chiedere i danni.
Un meccanismo da “cravattari” consumati.

E mentre un danneggiato in sedia a rotelle veniva insultato sui social dalla sua cerchia, lui non ha trovato una parola di scusa.
Nemmeno una.

Sapevano che la vigile attesa uccideva e hanno mandato gli avvocati contro i medici che curavano.

“Propaganda”, dice lui della tachipirina e vigile attesa.
Propaganda sarebbero 73 pagine di circolari firmate dai suoi uomini Rezza e Brusaferro? Propaganda sono i protocolli che dicevano alla gente di stare a casa con la febbre a 39 finché non diventava polmonite interstiziale?

Mentre i medici di famiglia salvavano vite con antinfiammatori e antibiotici a domicilio, lui mandava l’Avvocatura dello Stato contro di loro.
Li denunciava agli Ordini.
Li radiava.

Questa non è incompetenza.
Questa è premeditazione.

E dov’erano gli italiani mentre loro facevano e disfacevano?

Erano chiusi in casa, con l’autocertificazione per andare a comprare il pane.
Erano con la mascherina all’aperto a 40 gradi.
Erano in fila come formiche per un tampone che costava 15 euro.

Alcuni erano Trieste con l’idrante in faccia.
100 Mila erano a Piazza del popolo, al grido lavoro e libertà, a prendere le manganellate perché non volevano il lasciapassare.

In entrambi i casi abbiamo perso.
Chi la dignità, chi il lavoro, chi la loro saluto, chi la propria libertà.

Perché loro, nelle loro stanze del potere, tra AIFA e Ministero, tra CTS e Istituto Superiore di Sanità, ridevano.

Pianificavano gli open day con AstraZeneca per i ragazzini mentre Camilla Canepa moriva di trombosi.

Rifiutavano 10.000 monoclonali GRATIS di Eli Lilly ad ottobre 2020, definiti salvavita, per poi ricomprarli a 40 milioni quattro mesi dopo.

E intanto finanziavano con 15 milioni di soldi nostri l’amico di Siena.

“La scienza era quella del momento”

“Ero preoccupato degli ondeggiamenti degli esperti”.

“Non sono stato protagonista diretto”

Della serie: io non c’ero e c’ero dormivo.
È incredibile come più si è inutili, più si rischia di fare rumore.

Un disco rotto che gira da cinque anni.

Nessuna autocritica. Nessuna vergogna.

“Non mi scuso e non mi vergogno”.

Sti cazzi, in sostanza.

E sapete perché può permetterselo?

Perché sa perfettamente che il sistema lo proteggerà. Prescrizione, cavilli, procure compiacenti, giornali amici.

Un reato penale in qualsiasi altro Paese da noi diventa “un errore di valutazione”.

Hanno rovinato tre anni di vita a 60 milioni di persone.

Hanno creato una generazione di ragazzini ansiosi e depressi.

Hanno spaccato famiglie.

Hanno portato l’apartheid.

Hanno fatto chiudere 100.000 attività.

E non pagheranno.

A noi rimane il compito di tenere viva la memoria, di non perdonare, di non dimenticare.

Perché se dimentichiamo, lo rifaranno.


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