La Redazione
Gli attacchi con droni ucraini continuano a colpire in profondità il territorio russo, mentre a Kiev il presidente Volodymyr Zelensky ridisegna i vertici delle forze armate sostituendo il comandante in capo Oleksandr Syrsky con Mykhailo Drapaty.
Due sviluppi che fotografano una fase cruciale del conflitto: da un lato l’intensificazione della guerra a lunga distanza, dall’altro il tentativo di rilanciare una macchina militare sottoposta a fortissime pressioni sul fronte.
Nelle ultime ore diversi obiettivi logistici in Russia sono stati interessati da attacchi con droni.
Un vasto incendio ha colpito un magazzino della catena Wildberries, il principale operatore russo dell’e-commerce, nei pressi di Nevinnomyssk, nel sud del Paese.
Nella stessa giornata un altro complesso logistico dell’azienda, nell’area di Krasnodar, è stato danneggiato, mentre ad Armavir è stato preso di mira un deposito di carburante.
L’offensiva con i droni rappresenta uno degli strumenti con cui Kiev cerca di colpire la logistica e le infrastrutture russe, dimostrando di poter raggiungere obiettivi ben oltre la linea del fronte, nonostante la continua pressione esercitata da Mosca con missili e bombardamenti.
Parallelamente, Zelensky ha annunciato la sostituzione del comandante in capo delle forze armate ucraine.
Al posto di Syrsky è stato nominato Mykhailo Drapaty, generale che si è “distinto’” durante le operazioni militari nel Donbass nel 2014 e che gode della reputazione di comandante energico e vicino alle truppe.
Il cambio al vertice arriva in un momento particolarmente delicato per Kiev.
Le forze russe continuano infatti a mantenere l’iniziativa in diversi settori del fronte e il governo ucraino punta ora a rilanciare l’efficacia operativa dell’esercito attraverso una riorganizzazione della leadership militare.
L’intensificazione degli attacchi in territorio russo e il rimpasto ai vertici delle forze armate indicano che Kiev è intenzionata a modificare il proprio approccio strategico, cercando di compensare le difficoltà sul terreno con una crescente pressione sulle retrovie russe e con un nuovo assetto del comando militare.
Resta da vedere se queste mosse saranno sufficienti a incidere sugli equilibri di una guerra che continua a logorare l’Ucraina.




Rispondi