L'Italia Quotidiano

FRANCIA: ECCO IL FUTURO CHE CI PREPARA L’EUROPA. BRUCIARE, SGOZZARE, CONQUISTARE. E LORO LO CHIAMANO “ARRICCHIMENTO”

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Ramona Castellino

C’è un’immagine che più di tutte spiega la fine della Francia e la fine dell’Europa.

È un preside.
Francese. Bianco. Cosparso di benzina dai suoi “studenti” dentro una scuola della Repubblica francese.

Non in Afghanistan. Ma Francia, a due passi dal nostro paese, anche se ce lo ricordano solamente quanto si parla di energia nucleare .

Hanno cercato di dargli fuoco.
Di bruciarlo vivo.
Perché rappresenta l’autorità, la scuola, lo Stato, la Francia bianca e cristiana che loro odiano.

E i giornali italiani cosa titolano?
“Proteste studentesche in Francia”.

No.
Non sono proteste studentesche.
È una dichiarazione di guerra.
È la conquista.
Che avviene subito dopo il viaggio episcopale del Papa, dopo che la Francia cristiana e Cattolica si risveglia.
E non è un caso.

Quello che sta accadendo in Francia nelle ultime ore, 170 manifestazioni, 300 mila persone in piazza, centinaia di scuole incendiate, bus dei pompieri dati alle fiamme a Marsiglia, poliziotte bianche picchiate al grido di “Wallah, uccidetela”, donne bruciate in faccia con le bombolette spray trasformate in lanciafiamme, ragazzi bianchi linciati a La Rochelle e a Bordeaux da branchi di immigrati mascherati, non è una rivolta sociale.

È la resa dei conti.
È il conto che la Francia paga dopo 40 anni di immigrazione di massa, di ricongiungimenti familiari, di moschee finanziate dal Qatar, di sinistra che ha detto “venite tutti, la Francia è di tutti”.

La Francia non è più dei francesi.
Bordeaux, la capitale del vino, dei castelli, della civiltà, sembra Teheran bombardata.
Sembra Algeri.
Sembra Mogadiscio.

E sapete cosa chiedono i “nuovi francesi” che incendiano le scuole?

Non chiedono libri.
Non chiedono insegnanti.

Chiedono il velo islamico a scuola. L’abaya.
Il diritto di tenere il cellulare in classe e di non essere bocciati se non sanno scrivere in francese.

Hanno capito tutto. Vogliono comandare loro.
Vogliono che la scuola francese diventi una madrasa.

E chi li guida?
L’estrema sinistra.
La France Insoumise di Mélenchon, il gemello di Fratoianni e Bonelli, che li porta in piazza, li organizza, li arma politicamente contro la Repubblica.

Come ha detto Marine Le Pen, l’unica che ha ancora il coraggio di dire la verità:

“Non sono proteste studentesche.
Sono rivolte organizzate da professionisti”.

È l’alleanza perfetta che sta distruggendo l’Europa: a sinistra gli islamo-gauchisti che odiano l’Occidente, in basso la manovalanza immigrata che odia i bianchi e vuole conquistare.

E in mezzo?
In mezzo ci sono i francesi veri.
Gli insegnanti sottopagati, i pompieri presi a sassate, gli infermieri senza stipendio, i lavoratori che non arrivano a fine mese perché devono mantenere con le tasse chi li vuole sgozzare.

Sono loro le vittime. Sono 300 mila in piazza che dicono che il sistema non funziona più.

E l’UE cosa fa mentre la Francia brucia?
Niente.
Anzi, peggio.

Mentre a Marsiglia bruciano i bus, Ursula von der Leyen presenta il piano di riarmo da 800 miliardi per fare la guerra alla Russia.

Mentre a Bordeaux danno la caccia ai bianchi, Bruxelles ci dice che dobbiamo accogliere altri 10 mila migranti con il patto di immigrazione.

Mentre un preside viene cosparso di benzina, a Strasburgo discutono di pronome neutro e di Green Deal.

L’UE è complice.
È la mandante morale di tutto questo.

Perché l’UE ha voluto l’immigrazione di massa per abbassare i salari.

L’UE ha voluto distruggere le frontiere.

L’UE ha voluto dire che non esistono più francesi, italiani, tedeschi, ma solo “cittadini europei” intercambiabili.

L’UE ha voluto islamizzare l’Europa per decristianizzarla.

E ora che l’esperimento è fallito, che il Terzo Mondo non si integra ma conquista, che la Francia esplode, l’UE scappa.
Si nasconde dietro la guerra in Ucraina, dietro il riarmo, dietro la paura del russo.

Ma il russo non è a Bordeaux a dare fuoco alle scuole.
Il russo non è a La Rochelle a picchiare i ragazzini bianchi.
Il russo non è a Marsiglia a bruciare i pompieri.

Chi è a Bordeaux?
Chi è a Marsiglia?
Sono quelli che avete fatto entrare voi, cari burocrati di Bruxelles.

La verità è semplice e brutale, e solo un sovranista può dirla: l’immigrazione di massa non è integrazione, è sostituzione.
Non è arricchimento, è guerra.

O l’Europa si sveglia ora, o diventa Eurabia.

Cosa serve?
Serve quello che Marine Le Pen chiede da 20 anni e che noi chiediamo da sempre:

Chiusura immediata dei confini.
Blocco navale.
Stop totale ai ricongiungimenti familiari che sono la vera bomba atomica demografica. Espulsione immediata di chi delinque, anche se ha la cittadinanza francese o italiana perché quella cittadinanza è stata regalata.
Legge marziale finché l’ultimo spacciatore, l’ultimo aggressore di poliziotte, l’ultimo che ha cosparso di benzina un preside non viene messo su un aereo e rimandato da dove è venuto.

Dobbiamo liberarci del Terzo Mondo prima di diventarlo noi, per dirla alla Vannacci.

Perché quello che succede oggi in Francia è quello che succederà domani a Tor Bella Monaca, a Scampia, a Quarto Oggiaro, a San Siro.
È già iniziato.

O lo facciamo noi, con le leggi, con la forza dello Stato, con il voto.

O lo farà la strada.
E quando lo farà la strada, non sarà una manifestazione.
Sarà una guerra civile.

E in quella guerra, sappiatelo, non vinceranno quelli con il velo e la benzina.

Vinceranno quelli che difendono la loro terra, la loro figlia, la loro scuola, la loro croce.

La Francia è esplosa.
È l’avviso finale per l’Italia.

Svegliamoci. Prima che anche il preside della scuola dei vostri figli venga cosparso di benzina.


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