La Redazione
A meno di un anno dalle presidenziali francesi del 2027, lo scenario politico d’Oltralpe si fa sempre più favorevole a Marine Le Pen.
L’ultimo sondaggio realizzato il 18 e 19 agosto su 1.764 elettori iscritti nelle liste elettorali, fotografa una dinamica che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata difficilmente immaginabile: la leader del Rassemblement National è nettamente prima in tutte le cinque configurazioni di primo turno analizzate.
Le Pen viene accreditata di percentuali comprese tra il 35% e il 38%, mentre Jean-Luc Mélenchon si conferma il principale candidato in grado di contenderle l’accesso al ballottaggio.
Il dato è particolarmente significativo perché il risultato di Mélenchon dipende fortemente dalla frammentazione del centro e dell’area progressista.
La vera novità del sondaggio non riguarda soltanto il primo turno.
Nelle simulazioni di secondo turno, Marine Le Pen risulta vincente in tutti gli scenari testati.
Nel confronto con Mélenchon, il risultato indicato è del 68% contro 32%.
Il dato è, politicamente pesante: oggi Marine Le Pen non appare soltanto competitiva, ma in posizione di forza in tutti gli scenari considerati.
L’altra grande indicazione dell’indagine è la crescita di Jean-Luc Mélenchon.
Il leader della France Insoumise arriva al 16-17% nelle diverse configurazioni e può diventare il principale rivale di Le Pen per il secondo posto.
Il paradosso francese è evidente: più il centro si presenta diviso, più aumenta la possibilità che sia la sinistra radicale a conquistare il ballottaggio.
Quando invece il centro presenta un candidato unico, la competizione diventa molto più equilibrata.
È dunque la frammentazione del campo avversario uno degli elementi che, almeno secondo questa rilevazione, favoriscono maggiormente Marine Le Pen.
È proprio sul terreno dell’immigrazione e della sicurezza che Le Pen continua a costruire una parte essenziale della propria proposta politica.
La leader del RN fa dichiarazioni molto dure sull’immigrazione e sulla necessità di procedere con espulsioni nei confronti di persone considerate una minaccia per la sicurezza nazionale.
“Sono 230.000 gli immigrati che entrano nel nostro Paese ogni anno… e non sto contando quelli illegali.
L’immigrazione pesa sulla Francia.
Abbiamo sette milioni di disoccupati e nove milioni di poveri.
E io risolverò questi problemi.
Deportazioni di massa immediate per tutti coloro che sono segnalati come estremisti legati al jihadismo.
Non c’è nessuna ragione di tenere in Francia persone che rappresentano un pericolo per la sicurezza dei cittadini francesi”
La leader del RN sostiene da anni una linea favorevole a una drastica riduzione dell’immigrazione e a politiche più severe nei confronti dell’immigrazione irregolare.
Il dato più interessante del sondaggio non è quindi soltanto il 35-38% attribuito a Marine Le Pen.
È la combinazione di tre fattori: una destra nazionale nettamente prima, una sinistra radicale in crescita e un centro ancora alla ricerca di un candidato capace di aggregare il consenso.
A questo si aggiunge una circostanza politicamente decisiva: per la prima volta, Le Pen dispone di un vantaggio consistente anche nei confronti di Édouard Philippe, uno dei nomi considerati più competitivi nell’area centrista.
La Francia si avvicina al 2027 con un elettorato profondamente polarizzato e con una domanda crescente di sicurezza, controllo delle frontiere e discontinuità rispetto alle politiche degli ultimi anni.
Per Bruxelles e per le forze europeiste, il problema non è soltanto che Marine Le Pen, ma il vento Sovranista che gonfia le vele di tutti i partiti Sovranisti d’Europa.




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