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IL MURO È CROLLATO: L’AFD CONQUISTA PER LA PRIMA VOLTA UN PARLAMENTO TEDESCO. E LA GERMANIA TREMA

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La Redazione

Il ghiaccio si è sciolto.
Il muro è crollato.
La Germania non sarà mai più la stessa.

Tobias Rausch, di Alternative für Deutschland, è stato eletto Presidente del Parlamento della Sassonia-Anhalt.

È la prima volta nella storia della Germania del dopoguerra che un rappresentante dell’AfD viene eletto a capo del parlamento di uno stato federale tedesco.

Un terremoto politico. Un evento storico che i media di regime stanno cercando di nascondere sotto il tappeto, ma che segna la fine di un’epoca.

I numeri sono chiari e parlano da soli.

A favore del deputato 35enne hanno votato 48 parlamentari, 29 hanno votato contro e 5 si sono astenuti.

Il partito di Sahra Wagenknecht (BSW) aveva annunciato in anticipo il suo sostegno alla sua candidatura.

Insieme, AfD e BSW detengono 44 degli 83 seggi.
Quindi Rausch ha ricevuto almeno 4 voti da rappresentanti di altri partiti.

La votazione era segreta.
E nel segreto dell’urna, anche deputati della CDU, dei socialdemocratici, dei verdi, della sinistra, hanno votato per l’AfD.

Perché hanno capito che il popolo vuole altro. Perché hanno paura di perdere la poltrona.

Per 12 anni hanno proclamato la “Brandmauer”, il muro di fuoco, parlamentare contro l’AfD.

“Con l’AfD mai! L’AfD è antidemocratico! L’AfD è nazista!”

Per 12 anni hanno isolato, demonizzato, schedato, processato, spiato.
Hanno usato i servizi segreti interni, il Verfassungsschutz, per dichiarare l’AfD “estremista”.
Hanno provato a metterlo fuori legge.

Oggi quel muro è stato superato.
Sfondato.
Abbattuto dal voto.

Perché non puoi tenere fuori dal parlamento il partito che è primo in tutta la Germania dell’Est e che sta diventando primo in tutta la Germania.

Perché non puoi chiamare “nazista” il 30% dei tedeschi.

La Brandmauer è stata la più grande operazione antidemocratica della Germania moderna.
Ed è fallita.

I media globalisti lo dipingono come un neonazista.
È la solita propaganda vomitevole.

La verità è un’altra.

Tobias Rausch ha 35 anni.
È un imprenditore immobiliare, un uomo che lavora, che produce, che conosce la vita reale, non un funzionario di partito cresciuto nelle segreterie.

È deputato dal 2016, membro dell’AfD dal 2013, da quando il partito è nato come partito di professori euroscettici contro l’euro.

È fermamente contrario alla guerra in Ucraina e all’invio di armi che sta dissanguando la Germania e l’Europa per gli interessi dei tecnocrati.

È fermamente contrario all’immigrazione selvaggia che ha trasformato Berlino, Amburgo, Francoforte in zone di guerra, con accoltellamenti quotidiani, stupri, spaccio.

Non è un estremista.
È un patriota.
È quello che la gente normale pensa e non ha più il coraggio di dire per paura di essere licenziata.

Ma non sarà facile per lui governare.
E lo sanno tutti.

A dicembre ci sarà l’elezione del capo del governo regionale, il Ministerpräsident della Sassonia-Anhalt.

Qui l’AfD ha 39 seggi. Anche la CDU, i socialdemocratici, i verdi e la sinistra messi insieme ne hanno 39. Pareggio perfetto.

Il BSW di Wagenknecht ha promesso di astenersi.
Quindi la lotta sarà letteralmente per ogni singolo voto.
Un voto può cambiare la storia della Germania.

Se a dicembre verrà eletto un premier dell’AfD, inizierà la ricerca della maggioranza per approvare il bilancio e iniziare a lavorare.
E non sarà per niente facile.
Il sistema farà di tutto per sabotarlo, per bloccare la regione, per dire “vedete?
L’AfD non sa governare”.

Ma il dado è tratto.

Oggi la Sassonia-Anhalt. Domani la Turingia, la Sassonia, il Brandeburgo. Dopodomani Berlino.

Il 2026 è l’anno in cui la diga si è rotta.
In Austria il FPÖ è al governo.
In Francia Le Pen è alle porte.
In Italia governa Futuro Nazionale avanza senza sosta.

In Germania l’AfD è al potere per la prima volta in un parlamento.

L’Europa dei popoli sta arrivando.
E l’Europa delle élite globaliste, delle guerre, dell’immigrazione selvaggia, sta crollando come la Brandmauer.

Avanti, Tobias.
Avanti AfD.
Il vento della storia è cambiato.


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