La Redazione
La doppia mossa della Nato e della UE: i caccia sul Baltico per far reagire i russi e il golpetto di Ursula per aggirare il veto e regalare a Kiev l’ombrello dell’Articolo 5. Ci stanno portando dritti alla Terza Guerra Mondiale.
E l’Italia deve uscire da questa trappola mortale prima che sia troppo tardi.
Infatti la Nato provoca la Russia a Kaliningrad. Da giorni caccia F-35, droni spia americani e navi tedesche incrociano a pochi chilometri dall’enclave russa sul Baltico, sede dei missili nucleari Iskander.
Mosca ha risposto facendo decollare i Su-35 e attivando gli S-400:
“Se violate il nostro spazio, abbattiamo”.
Contemporaneamente Ursula von der Leyen prepara il golpetto per far entrare l’Ucraina in Europa a tutti i costi.
Il piano rivelato a Bruxelles è cambiare le regole: togliere l’unanimità per l’adesione e far entrare Kiev a maggioranza qualificata, scavalcando i veti di Ungheria e Slovacchia.
Due notizie diverse?
Assolutamente No. Sono le due facce della stessa operazione: accelerare l’ingresso di Kiev nella NATO e nella UE per poter finalmente giustificare un attacco diretto a Mosca.
Ecco il meccanismo infernale:
Per prima la provocazione.
La Nato sa benissimo che la guerra in Ucraina è persa.
L’esercito ucraino arretra nel Donbass, mancano uomini e munizioni.
Allora serve allargare il conflitto.
Si va a provocare i russi a casa loro, a Kaliningrad, sperando in un incidente, in un caccia abbattuto, in un “attacco russo” da mostrare in TV.
La seconda è la scusa giuridica.
Una volta creato l’incidente, si dice: “Vedete? La Russia ci minaccia. Dobbiamo far entrare subito l’Ucraina nella NATO e nella UE per proteggerla”.
Ed ecco che Ursula tira fuori il trucco: non serve più il voto di tutti, basta la maggioranza.
Kiev entra di notte, senza che nessun popolo europeo sia stato consultato.
La terza riguarda l’Articolo 5.
Questo è il punto chiave che nessuno vi dice.
Se l’Ucraina entra nella NATO e nella UE mentre è in guerra con la Russia, automaticamente ogni colpo russo su Kiev diventa un colpo su Berlino, su Parigi, su Roma.
Scatta l’Articolo 5 della Nato: tutti in guerra contro Mosca.
Scatta la clausola di difesa europea.
Non è più una guerra per procura.
È la Terza Guerra Mondiale con timbro UE.
È per questo che accelerano.
Sanno che Trump vuole chiudere la partita ucraina.
Sanno che i popoli europei non vogliono morire per Kiev e sanno che gli stati europei globalisti perderanno ogni elezione, spazzati via dal tornado Sovranista.
E allora fanno il colpo di mano prima che sia troppo tardi: prima ti provoco a Kaliningrad, poi ti dico che Mosca è aggressiva, poi ti infilo Kiev dentro la NATO e ti dico che ora devi andare a morire per lei.
Mosca lo ha capito.
E ha risposto: non ci faremo trascinare, ma se ci attaccate, rispondiamo con tutto, nucleare compreso.
Di fronte a questo piano criminale, una sola domanda: cosa ci facciamo ancora dentro questa Unione Europea?
Un’Unione che non è più mercato, non è più comunità di popoli, ma è diventata braccio politico della NATO, macchina da guerra economica che ci chiede 200 miliardi per Kiev, che distrugge i nostri agricoltori con il grano ucraino, che dirotta i fondi per il Sud Italia a Zelensky, e ora ci vuole portare a morire per Kaliningrad.
Restare in questa UE,b significa accettare che domani i nostri figli vengano mandati a combattere contro la Russia per difendere un paese che non è mai stato in Europa, per colpa di una provocazione organizzata da Bruxelles.
La sovranità oggi non è uno slogan.
È l’unica via per la pace.
Serve un’Italia che dica NO alla provocazione su Kaliningrad.
NO al golpetto di Ursula per l’Ucraina.
NO alla guerra della NATO.
Serve uscire da questa UE che ci sta portando dritti verso la guerra.





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