Giulio Saraceni
Moro, Kennedy e una domanda che resta fuori dal dibattito: chi deve avere il potere di creare moneta?
Le teorie che collegano le loro morti alle rispettive vicende monetarie non hanno prove sufficienti. Ma alcuni fatti sono reali: durante un governo Moro furono emessi i biglietti di Stato da 500 lire; negli Stati Uniti Kennedy firmò l’Executive Order 11110. Da questi episodi è nata una narrazione che spesso scivola nel complottismo.
Ma c’è una questione che merita di essere discussa senza complotti: uno Stato deve necessariamente finanziare ogni nuova spesa attraverso il debito e i relativi interessi?
La creazione diretta di moneta non è una bacchetta magica: se eccede la capacità produttiva, può generare inflazione. Ma può anche essere uno strumento di politica economica quando finanzia investimenti produttivi e sostenibili.
Oggi, con l’euro, la scelta monetaria è in gran parte sovranazionale. Ed è proprio qui che la domanda diventa politica: quanta sovranità monetaria deve conservare uno Stato democratico?
Forse il punto non è riscrivere la storia di Moro e Kennedy. È decidere se la moneta debba essere soltanto il prezzo del debito oppure anche uno strumento al servizio dell’economia reale.




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