Ramona Castellino
Non sono medici.
Sono militanti travestiti da medici.
E la Procura di Ravenna li ha finalmente inchiodati.
Sono 23 i medici con decreti di perquisizione, 21 infettivologi e 2 psichiatri.
Sette a Bari, sei a Ferrara, due a Bologna, due a Rimini, e poi Biella, Roma, Livorno, Milano. Un’organizzazione capillare, nazionale, ben oleata.
L’accusa?
Associazione a delinquere finalizzata alla formazione di falsi certificati per impedire i rimpatri.
Non è un’opinione.
È scritto nero su bianco negli atti.
Siamo al 19 giugno 2024.
L’infettivologa indagata Elisa Vanino scrive in chat: _
“Altre due non idoneità da Ravenna”
Risposta di Nicola Cocco, infettivologo e pezzo grosso della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni: “Grandissima”
E poi:
“Se vi va mandatemi copia delle certificazioni, che sto tenendo una mappatura”
Una mappatura???
Avete letto bene.
Tenevano il conto di quanti clandestini riuscivano a sottrarre alla legge.
E quando una dottoressa viene interrogata in questura, cosa dice Cocco?
Agli atti: _
“Gli facciamo il culo a ‘sti sbirri maledetti”.
La Vanino risponde con un pollice alzato. Questo è il rispetto che questa gente ha per la legge.
Altra chat, 10 luglio 2025.
Valentina Lussana chiede perché non ha concesso l’idoneità al CPR.
Risposta di Anastasia Zoffoli:
“È una questione etica per me”
E poi: _
“Non posso validare il mandare là un essere umano”
Etica? No. Ideologia. Anzi, tradimento del giuramento di Ippocrate.
Il 12 aprile Zoffoli è ancora più chiara: “Totale supporto al No Cpr”
E Marta Zatti, 19 settembre 2025, chiude il cerchio:
“Tutti noi siamo per non firmare quando ci portano le persone per il Cpr… piuttosto che mandare uno in un Cpr mi faccio radiare”
Ecco.
Ci sarebbe da dire profetica.
Per 3 di loro, Vanino, Zoffoli e Zatti, il Gip Federica Lipovscek aveva già disposto 10 mesi di interdizione dalla professione.
Per altri 5, divieto di fare certificazioni per i CPR.
Il primo filone parlava di 34 certificati falsi.
Ma ora siamo a decine e decine.
Ma c’è un dato più grave:
Il 25% dei clandestini dichiarati ” NON IDONEI”
Al Cpr di Ravenna, grazie a questi certificati, è tornato libero e ha commesso nuovi reati.
Spaccio, rapine, violenze, stupri.
Gente che doveva essere espulsa, rimandata a casa sua, è rimasta qui grazie a un timbro compiacente e ha colpito ancora.
Cittadini italiani aggrediti perché un medico ha deciso che la sua ideologia vale più della legge italiana.
Non sono mele marce. Sono la punta di un sistema.
Medici, giudici e avvocati immigrazionisti, che da anni lavorano insieme per sabotare ogni tentativo di difendere i confini.
La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, a cui appartengono molti indagati, da anni fa campagne politiche contro i CPR, con il supporto di Salvatore Geraci e altri santoni del buonismo.
Sono gli stessi che poi vanno in TV a dire che i CPR sono lager, che i migranti devono essere accolti, che l’Italia è razzista.
E intanto, da dentro gli ospedali pubblici, pagati con le nostre tasse, falsificano certificati per far rimanere in Italia irregolari con precedenti penali.
La nostra posizione è chiarissima:
Radiazione immediata dall’Ordine dei Medici per chi ha falsificato certificati.
Chi tradisce il giuramento per ideologia non può più toccare un paziente.
Chiusura delle associazioni che fanno politica con i soldi pubblici.
Responsabilità civile e penale, ogni medico che ha firmato un falso certificato deve rispondere personalmente dei reati commessi dal clandestino che ha liberato.
Basta con i camici rossi. Un medico deve curare, non fare l’attivista di sinistra.
Un giudice deve applicare la legge, non sabotarla, non accanirsi contro gli avversari politici e assolvere con uno scappellotto e i giustificare i ” compagni che sbagliano” o gli ” immigrati pentiti”
Un avvocato deve difendere, non organizzare l’invasione.
A Ravenna la magistratura, per una volta, ha fatto il suo dovere.
Ora tocca alla politica: via i traditori dagli ospedali.
Subito.





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