Ramona Castellino
Non ci sono fiaccolate per loro.
Non c’è Papa Francesco che scende a Lampedusa a piangere.
Ci sono solo corpi.
Corpi di cristiani.
È successo di nuovo nel sud di Jos, nella cintura centrale della Nigeria dove essere cristiano è una condanna a morte.
Lunedì sera gruppi armati islamici, i Fulani, gli stessi che l’Occidente chiama ipocritamente “pastori”, hanno fatto irruzione in un villaggio.
Sette cristiani sgozzati. Sette.
Come animali al macello. Come sono soliti fare.
Case saccheggiate.
A dimostrarlo ci sono i video.
Jos è martire da 20 anni.
E nessuno ne parla.
In Etiopia è andata ancora peggio.
Gruppi islamici radicali hanno assaltato un villaggio cristiano.
Non uno scontro.
Hanno dato fuoco a due chiese con la gente dentro.
Hanno massacrato intere famiglie, casa per casa.
Circa 60 morti accertati. 60 cristiani uccisi perché cristiani.
Perché avevano una croce al collo, non una mezzaluna.
È pulizia etnico-religiosa.
È jihad e va chiamata con il suo nome.
E mentre in Africa il sangue cristiano scorre a fiumi, cosa fa l’Europa?
L’Europa si straccia le vesti per l’accoglienza. L’Europa finanzia le moschee.
L’Europa parla di “integrazione” con chi ci odia.
L’Europa apre i porti ai figli e ai cugini degli stessi che in Nigeria e in Etiopia sgozzano i nostri fratelli in Cristo.
Li accogliamo qui come “risorse”, li manteniamo con i nostri soldi, gli costruiamo centri islamici.
E loro, nei loro Paesi, bruciano le nostre chiese.
Quanti dei cosiddetti “profughi” che sbarcano a Lampedusa hanno nelle loro chat le foto dei massacri di Jos con un like?
Il paradosso è criminale: noi importiamo i persecutori e dimentichiamo i perseguitati.
Dove sono le femministe?
Dove sono i difensori dei diritti umani?
Dove sono i vescovi tedeschi con i loro milioni del Sinodo? Silenzio.
Un silenzio che è complice che grida vendetta al cospetto di Dio.
Badate bene: non è razzismo dirlo.
È razzismo non dirlo.
Perché se a morire fossero stati 60 musulmani in una chiesa sconsacrata, oggi avremmo prime pagine, dirette TV, il Presidente Mattarella che parla di “orrore inaccettabile”.
Ma sono cristiani. Cristiani poveri.
Cristiani africani. Cristiani che non servono alla narrazione del potere.
Quindi possono morire. Possono essere dimenticati.
Ma noi non li dimentichiamo.
Perché la Chiesa è una sola.
E se brucia una chiesa in Etiopia, brucia anche San Pietro.
E chi tace, acconsente.





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