La Redazione
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano un patto di mutua difesa. Teheran lancia l’allarme:
“Un accordo sulla carta non garantirà la sicurezza saudita”
Il Medio Oriente si prepara a un nuovo equilibrio.
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato alla Mecca un accordo di mutua difesa: un attacco contro uno dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti.
Una clausola che ricorda quella dell’articolo 5 della NATO e che rafforza il peso strategico dell’intesa, soprattutto per la presenza del Pakistan, potenza nucleare.
Ankara precisa tuttavia che l’accordo non è diretto contro un Paese specifico e non nasce come alleanza anti-iraniana.
A Teheran, però, il segnale è stato recepito. Il parlamentare iraniano Ebrahim Rezaei ha avvertito Riad che un accordo sulla carta non sarà sufficiente a garantirne la sicurezza.
Il nuovo asse arriva mentre restano altissime le tensioni regionali, dalla crisi dello Stretto di Hormuz alla guerra di Gaza.
Washington cerca di mantenere aperte le rotte commerciali e di contenere l’escalation, mentre Hamas continua a chiedere l’avvio della seconda fase dell’accordo per Gaza.
Le principali potenze regionali stanno cercando di costruire una propria architettura di sicurezza, riducendo la dipendenza dalle garanzie delle potenze esterne.
Non è ancora una “NATO sunnita” in senso stretto.
Ma il patto della Mecca rappresenta un passo importante verso un nuovo sistema di alleanze in Medio Oriente.
E Teheran ha già fatto capire di non voler restare a guardare.




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