La Redazione
La Francia ripiomba nell’incubo della violenza islamica.
A Parigi un uomo di 31 anni ha accoltellato tre donne, tra cui una donna incinta, seminando il panico nel quartiere di Porte de Clichy.
L’aggressore è stato fermato grazie al coraggio di alcuni passanti e all’intervento di un poliziotto fuori servizio, evitando conseguenze ancora più drammatiche.
Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, durante l’attacco l’uomo avrebbe gridato:
“Allah mi ha mandato” e “Allah mi ha ordinato di uccidere delle donne”.
Parole che hanno immediatamente riportato alla memoria la lunga scia di attentati islamisti che negli ultimi anni ha colpito la Francia.
La Procura, inspiegabilmente, non ha qualificato il caso come terrorismo, privilegiando l’ipotesi di un’aggressione riconducibile a un grave stato di “alterazione psichica” del sospettato, pur senza escludere ulteriori sviluppi investigativi.
Le tre vittime sono state trasportate in ospedale.
Due di loro hanno riportato ferite gravi, ma secondo le autorità non sarebbero in pericolo di vita.
L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza nelle grandi città europee e sulla crescente difficoltà di prevenire atti di violenza improvvisa, da “malati psichici” proveninti da ogni dove, perche’ chiamarli terroristi era troppo.
In Francia, Paese che negli ultimi dieci anni ha subito alcuni dei più sanguinosi attentati jihadisti del continente, ogni aggression accompagnata da richiami religiosi, dovrebbe essere osservata con particolare attenzione dagli apparati di sicurezza.
Il nuovo episodio alimenta inoltre il confronto politico sull’efficacia delle politiche di integrazione, sul controllo dell’immigrazione e sulla capacità dello Stato di garantire sicurezza ai cittadini.
Mentre proseguono le indagini per chiarire il movente dell’aggressore, resta l’ennesimo grave fatto di sangue che scuote la capitale francese e riporta al centro del dibattito la vulnerabilità delle metropoli europee davanti a episodi di violenza estrema, perpetrata dagli immigrati





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