L'Italia Quotidiano

PREFERENZE BOCCIATE, SOVRANITÀ TRADITA: VANNACCI ATTACCA IL CENTRODESTRA

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Ramona Castellino

La legge elettorale truffa va avanti.
E il popolo viene fregato un’altra volta.

Al Senato è stato bocciato l’emendamento che reintroduceva le preferenze pure, senza liste bloccate.

Un emendamento identico a quello che Futuro Nazionale aveva presentato alla Camera e che era stato votato anche da Fratelli d’Italia.

Ora al Senato, FdI, Lega e Forza Italia hanno votato NO.
Hanno scelto i capilista bloccati.
Hanno scelto le segreterie.
Hanno scelto le poltrone.

E Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, non ci sta.
Le sue dichiarazioni sono un atto d’accusa frontale contro tutto il palazzo.

“Fratelli d’Italia a oggi ha introdotto delle preferenze meticce, snaturate: con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano”.

Parole pesantissime. Preferenze meticce. Snaturate.
Una presa in giro.

Vannacci spiega il trucco: ti fanno credere di poter scegliere, ma il primo nome è già bloccato, già nominato dal capo.

Tu puoi mettere una crocetta sul secondo o terzo, ma il padrone del partito ha già il suo posto blindato.

E poi l’affondo diretto a chi dice di essere sovranista ma vota come il PD

“Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo.
Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?”.

Un’accusa di incoerenza devastante.

Alla Camera sì per fare bella figura con l’elettorato sovranista, al Senato no per obbedire agli accordi di palazzo.

Bocciare le preferenze pure è un tradimento del popolo.

La Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo.

Ma se il popolo non può scegliere il nome del suo deputato, di quale sovranità parliamo?
Con i listini bloccati, il deputato non risponde a te che lo hai votato. Risponde al segretario che lo ha nominato.
È un dipendente del partito, non un rappresentante del popolo.

Con le preferenze pure vince chi sta sul territorio, chi parla con la gente, il sindaco, l’imprenditore, l’artigiano.

Con i capilista bloccati vince chi sta nelle stanze romane, chi è amico del capo, chi è fedele.
Vannacci lo dice chiaro

“Lupi, la Lega e Forza Italia hanno paura delle preferenze vere, farebbero saltare molte poltrone a cui tengono più che alla sovranità del popolo.
Tirate fuori gli attributi e votate per gli italiani e non per chi vuole rimanere nelle stanze del potere senza il suffragio dei cittadini.

Il Generale afferma che quella legge “sembra fatta per contrastare me” e non per fare un servizio ai cittadini.
E ha ragione.
Citando YouTrend, ha ricordato che con questa riforma

“il 95% dei rappresentanti verranno nominati dalle segreterie e solo il 5% dai cittadini”.

È la dittatura delle segreterie.
È il sistema che vuole tenere fuori chi ha consenso vero, popolare, non mediato.

Vannacci chiude con il principio sovranista che il centrodestra ha dimenticato

“Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani.
Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito.
Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta.
Ridiamo sovranità al popolo”.

Ecco il punto.
Ridare sovranità al popolo.

Il centrodestra senza Futuro Nazionale non vince più, lo dicono i numeri.

Per vincere deve fregare il popolo con le preferenze finte.

È una vittoria del palazzo.
Non del popolo.


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