Freedom
L’aborto è un omicidio. Senza se e senza ma!
La tirannia del pensiero unico dominante, moralmente decadente e politicamente corretto, è feroce e mette all’indice ogni voce controcorrente.
Cianciano di libertà per poi condannare tutto ciò che non è nel loro recinto liberale.
Passo dopo passo siamo arrivati al punto che è vietato difendere il diritto alla vita.
In Italia, oggi, si può difendere il diritto alla vita di un albero, quello di un “mammo” (uomo) di allattare, ma fa scandalo dire “STOP ABORTO”.
È davvero un “mondo al contrario”.
Per combattere le follie liberali e progressiste serve coraggio e non tentennare di fronte ai loro attacchi. Sempre più mediatici… Sempre più lontani dal popolo!
Neocomunisti e liberali la fanno da padroni nei salotti radical-chic, nelle tribune televisive o nei palazzi del para-Stato… ma non hanno più nessuna legittimazione popolare e democratica.
Ci sono battaglie che non sono negoziabili, dove non esiste compromesso, dove non c’è spazio per posizioni mediane: o si è per la vita o per la morte. O contro l’aborto o a favore.
Benissimo urlare STOP ABORTO.
Senza fare passi indietro. Nemmeno di lato.
La legge 194 va abrogata. Da quando è in vigore oltre 7 milioni di bambini italiani sono stati uccisi.
Un genocidio!
Non possiamo retrocedere su questa posizione.
Mezzo secolo fa gente come Berlinguer e Bobbio, lontanissimi dal pensiero forte e dal fronte della Tradizione, affermavano che l’aborto è una tragedia. Pasolini si schierò addirittura contro la 194.
Dopo 50 anni questa legge sembra diventata un dogma. Non si può criticare.
Anche “a destra” è “obbligatorio” ripartire da questo “diritto conquistato ed inviolabile” per criticare l’aborto.
Questi hanno già perso. Stanno giocando nel campo nemico… utilizzando le sole “armi” concesse dai nemici.
Sì… questi sono nemici… Nemici di Dio e della Religione. Nemici della Vita e della famiglia. Nemici della Patria e del popolo. Nemici della Tradizione e del Futuro.
L’aborto è omicidio. E non lo dice solo la fede!
Anche la scienza! L’embrione non “diventa” persona: lo è dal momento del concepimento.
Nella fecondazione esiste un nuovo organismo umano, unitario e distinto dai due organismi da cui deriva, dotato di un principio interno di sviluppo.
L’embrione non riceve dall’esterno la propria forma di sviluppo, come accade a un oggetto costruito. È invece il soggetto di un processo continuo nel quale si succedono lo stadio fetale, la nascita, l’infanzia e l’età adulta.
Cambiano solo le dimensioni, le condizioni e le capacità operative. Non cambia il soggetto al quale tali trasformazioni appartengono.
Per questo la legge 194/1978 va abolita.
Perché basata su fondamenta filosofiche ed antropologiche errate, oltre che scientifiche!
La 194 pone la sua esistenza sul diritto della donna come “persona già esistente” superiore a quello di una “persona che ancora deve diventare”.
Su questa tesi il ragionamento giuridico incorpora una premessa filosofica sovversiva ed errata.
Se l’embrione è persona, come dimostrato, il conflitto tra “persona esistente” e “persona che ancora deve diventare” non solo non ci sarebbe, ma non sarebbe costituzionalmente non accettabile.
Se l’embrione è persona non spetta al diritto decidere quando quella persona inizia ad esistere.
Il diritto può riconoscere, disciplinare e tutelare le relazioni tra soggetti, ma non può certo costituire o sopprimere la loro realtà ontologica.
Il diritto attribuisce diritti e doveri, non crea la realtà dei soggetti.
STOP ABORTI: libero di gridarlo. Senza paura.
Per fede. Per scienza. Per il diritto naturale ed anche per diritto costituzionale.
LA 194 VA ABOLITA! Così come va combattuta tutta la cultura della morte: dall’aborto all’eutanasia, dalle droghe al suicidio assistito.




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