L'Italia Quotidiano

Ucraina e Russia, cresce la tensione con l’Europa e Londra

Ramona Castellino

Kiev chiede 30 miliardi all’Unione europea per la difesa.

Mosca richiama l’ambasciatore a Londra mentre il confronto con il Regno Unito si fa sempre più duro

La guerra in Ucraina continua ad avere conseguenze che vanno ben oltre il campo di battaglia, alimentando tensioni sempre più profonde tra Mosca, Kiev e le capitali occidentali.

Nelle ultime ore, due sviluppi hanno riportato al centro dell’attenzione il peso finanziario del conflitto e il deterioramento dei rapporti diplomatici tra Russia e Regno Unito.

Il “banchiere”ucraino Volodymyr Zelensky, torna a battere cassa e con una richiesta che sa di ordine, dichiarando che Kiev si aspetta dall’Unione europea un contributo di circa 30 miliardi di euro, destinato a rafforzare e finanziare la difesa del Paese.

Secondo quanto riferito, l’Ucraina deve fare i conti con un consistente disavanzo nel bilancio militare, stimato in circa 27 miliardi di dollari.

Una parte rilevante delle risorse, circa 20 miliardi di dollari secondo le cifre indicate da Zelensky, sarebbe necessaria per sostenere le spese legate al personale militare, agli stipendi dei soldati e agli indennizzi destinati alle famiglie dei militari caduti.

Una richiesta che evidenzia quanto il conflitto continui a pesare sulle finanze dello Stato ucraino e purtroppo europeo, essendo Kiev dipendente del sostegno economico dei propri alleati.

La richiesta di Zelensky pone inevitabilmente anche una questione politica all’interno dell’Unione europea.

Molto stati si chiedono fino a che punto i Paesi membri sono disposti a sostenere finanziariamente una guerra che continua a richiedere risorse così ingenti.

Il tema del sostegno all’Ucraina si intreccia così con le difficoltà di bilancio degli stessi Stati europei e con il dibattito sulla priorità degli interessi nazionali.

Parallelamente, si registra un nuovo segnale di deterioramento dei rapporti tra Mosca e Londra.

La Russia ha richiamato il proprio ambasciatore nel Regno Unito, Andrei Kelin, che ha concluso il suo incarico il 21 luglio dopo oltre sette anni.

Al momento non è stato indicato un successore e l’ambasciata russa a Londra è guidata da un chargé d’affaires.

La rappresentanza diplomatica russa ha collegato la partenza di Kelin alla necessità di un eventuale cambiamento di atteggiamento da parte britannica, auspicando che in futuro possa essere ristabilito un dialogo più costruttivo.

Mosca ha inoltre lanciato un avvertimento particolarmente duro, sostenendo che un maggiore coinvolgimento britannico nel conflitto comporterà conseguenze sempre più pesanti.

Al centro delle accuse russe vi è anche il presunto impiego di droni di produzione britannica in attacchi condotti in profondità nel territorio russo.

Londra, il vero mandate si questa guerra, continua a sostenere militarmente e politicamente l’Ucraina.

Il quadro che emerge è dunque quello di una contrapposizione destinata a rimanere complessa.

Da una parte Kiev chiede nuove e ingenti risorse europee per sostenere lo sforzo bellico; dall’altra Mosca segnala che il coinvolgimento diretto o indiretto dei Paesi occidentali, e in particolare del Regno Unito, viene considerato sempre più come un elemento di confronto con la Russia.

Per l’Europa, il problema non è soltanto militare.

L’aumento delle richieste finanziarie di Kiev e l’inasprimento dello scontro diplomatico con Mosca sollevano interrogativi sulla durata dell’impegno europeo, sui suoi costi e sulle possibili conseguenze per la sicurezza del continente.

Il rischio è che una guerra iniziata ai confini dell’Europa continui a trasformarsi in una crisi strategica sempre più ampia, mentre gli Stati membri sono chiamati a decidere quanto e per quanto tempo intendano investire nel sostegno all’Ucraina.


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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