Ramona Castellino
Roberto Vannacci lo ha detto come solo un militare sa dirlo.
Senza fronzoli.
Senza politichese.
“L’impianto di questa Europa è totalmente sbagliato”.
Punto.
Fine del dibattito. Vent’anni di menzogne europeiste crollano in una frase.
Il Generale, europarlamentare è intervenuto ieri con parole che a Bruxelles suoneranno come una dichiarazione di guerra. E ha ragione lui.
Perché ha fotografato esattamente ciò che ogni italiano vive sulla propria pelle ogni giorno:
“C’è flessibilità per le armi e per l’energia verde che non ci ha consentito assolutamente nulla e poi non c’è invece un briciolo di flessibilità per le famiglie che non sbarcano il lunario, per l’impresa, per l’industria, per l’energia”.
È tutto qui.
È questo il mostro.
Se devi comprare cannoni per Zelensky, Bruxelles ti dice: fai pure debito.
Flessibilità totale.
Se devi riempire l’Italia di pale eoliche cinesi e di pannelli che non funzionano quando c’è bisogno, flessibilità totale.
Green Deal, RiArm Europe, 800 miliardi di debito comune per le armi: tutto permesso.
Ma se una famiglia italiana non arriva alla quarta settimana? “Rispettate i parametri”.
Se un’azienda chiude perché la bolletta è triplicata?
“Rispettate i vincoli”.
Se l’Italia chiede di difendere la proprietà? “Rispettate le regole”.
È un’Europa che ama i cannoni e odia i figli.
Ama le pale eoliche e odia le fabbriche.
Ama Kiev e odia Roma.
E poi l’affondo finale, quello più politico, quello che segna la linea di Futuro Nazionale e di tutto il fronte sovranista:
“Siccome noi non vogliamo amministrare un fallimento e sono vent’anni che l’Europa sta fallendo e chiunque assuma le redini del potere ha solo amministrato un fallimento, noi lo vogliamo cambiare”.
Vent’anni.
Ha ragione.
Vent’anni in cui Prodi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi e in parte Meloni hanno solo amministrato il fallimento con la scusa del “ce lo chiede l’Europa”.
Hanno firmato tutto. Hanno svenduto tutto. Hanno detto sì a tutto.
Il risultato?
L’Italia con l’industria in ginocchio, con le famiglie più povere, con le case tassate, con i giovani che scappano.
Non si tratta di aggiustare questa UE.
Si tratta di cambiarne l’impianto.
E il crollo di Pedro Sánchez, il santino di Elly Schlein, dimostra che il castello sta crollando ovunque.
Il mondo sta cambiando.
L’Europa del green e delle armi sta finendo.
Vannacci lo ha capito.
E con lui milioni di italiani.
Noi non amministriamo il fallimento.
Noi lo sostituiamo.





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