Ramona Castellino
Hanno paura.
Paura vera.
Futuro Nazionale è all’8%, spacca il centrodestra e Meloni corre a cambiare le regole.
Non è riforma elettorale, è un cordone sanitario alla francese per escludere l’unico che dice ciò che gli italiani pensano.
Chiamatelo con il suo nome: paura.
Non governabilità, non stabilità, non interesse nazionale.
Paura.
Il centrodestra ha visto i sondaggi di settembre: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci non è più una parentesi, non è più lo zerovirgola che ci raccontavano i talk show del regime.
È al 7-8%, è la quarta forza d’Italia, è sopra Lega e Forza Italia, è l’unico partito che cresce mentre gli altri crollano.
E allora che si fa?
Non si compete.
Si cambia la legge.
E’ spuntato come un coniglio dal cilindro l’emendamento Pera, sponsorizzato da Fratelli d’Italia e Forza Italia: ballottaggio.
Se nessuno supera il 48% al primo turno, secondo turno tra le prime due coalizioni sopra il 38%.
Senza apparentamenti.
Un meccanismo chirurgico, pensato per una cosa sola: far votare gli italiani al primo turno sapendo che il loro voto a Vannacci al secondo verrà annullato, riassorbito, neutralizzato dal “voto utile” contro la sinistra.
E’ il modello francese.
Il cordone sanitario contro Le Pen.
La stessa identica porcata che in Francia ha tenuto fuori il Front National per 40 anni.
Oggi lo copiano a Roma, contro Vannacci.
E il Generale lo ha capito benissimo.
Ieri ha parlato chiaro su Facebook, ed è un discorso che dovrebbe far tremare i Palazzi:
“Per mesi dovevamo essere irrilevanti.
Poi sono arrivati i sondaggi.
E improvvisamente cambia tutto.
Si parla di ballottaggi, di meccanismi per mettere al riparo il centrodestra dal rischio Vannacci.
La legge elettorale non viene pensata per gli italiani.
Viene pensata per neutralizzare un avversario che democraticamente si sta consolidando.
Se siamo irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole?
Se non contiamo nulla, perché costruire un argine?
Forse il problema non è Vannacci.
Il problema sono gli italiani che hanno deciso di votarlo.
Quando la politica studia le regole non per governare meglio, ma per difendersi dal consenso degli elettori, significa che la paura è già entrata nei Palazzi.”
E’ la verità. Nuda e cruda.
Meloni, che fino a ieri diceva “non vedo l’ora di confrontarmi con Vannacci sul programma”, oggi in vertice a Palazzo Chigi avrebbe detto:
“Non facciamolo arrivare al 15%”.
Tajani applaude, perché Forza Italia senza ballottaggio rischia di finire al 5%.
Solo la Lega, per una volta con dignità, dice no: Calderoli sa che il doppio turno ammazza il centrodestra.
Ma capite cosa stanno facendo?
Stanno dicendo a 4 milioni di italiani che il loro voto vale meno.
Che se voti Vannacci al primo turno sei libero, ma al secondo devi votare Meloni per forza, altrimenti vince Schlein.
E’ ricatto elettorale.
E’ il “turatevi il naso” elevato a sistema.
Non è una legge per gli italiani.
E’ una legge contro gli italiani.
Vogliono rubarci il voto prima ancora che lo mettiamo nell’urna.
Vogliono che Futuro Nazionale non possa mai essere decisivo, non possa mai dettare la linea su famiglia, immigrazione, sovranità, guerra.
Ma hanno fatto male i conti.
Perché più costruiscono argini, più il fiume si ingrossa.
Più hanno paura, più gli italiani capiscono che Vannacci è l’unico che fa davvero paura al sistema.
Il 9 settembre al Senato vedremo chi sta con il popolo e chi sta con il Palazzo.





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