Nicola Trisciuoglio
IL “9 OTTOBRE” NON FINIRÀ CON UNA SENTENZA…
IL “9 OTTOBRE” APPARTIENE GIÀ ALLA STORIA…
Che cosa importa se un filo di questa tragedia m’è passato per le mani un momento in forma d’un guinzaglio? A un tratto mi sento di nuovo estraneo… estraneo fino alla paura… (da A. Pavolini ‘Scomparsa d’Angela’)
Oggi ho parlato con Giuliano… purtroppo… della sentenza di ieri l’altro… che ha comminato pene pesantissime quanto irragionevoli agli imputati…
Un dialogo denso di amarezza… ma lucido…. guardando innanzi… ai tempi che verranno…
Giuliano è Uomo forte… sebbene lo laceri la lontananza dagli amori famigliari…
Ha parole tenere e protettive nei confronti della moglie Tatiana… dell’adorata mamma… delle sorelle… delle sue bellissime nipoti…
A lungo abbiamo discorso delle perverse sistemiche di regime che lo tengono imprigionato e di questa sentenza che travalica oscenamente il muro della assennatezza rispetto alla realtà dei fatti… al nulla vacuo dei reati contestati…
Per Giuliano… quel ‘9 ottobre’ fu festa di popolo.
Migliaia e migliaia di uomini e donne giunsero a Roma da ogni parte d’Italia per manifestare, discutere, confrontarsi, gridare il proprio dissenso contro la dittatura sanitaria instaurata da un regime pseudodemocratico…
Quella piazza non nacque violenta e la moltitudine che la riempì non aveva alcun progetto di devastazione. Nessuno di loro quel giorno devastò nulla. Nessuno di loro fu violento nei confronti di nessuno.
I volti insanguinati dei manifestanti, a futura memoria, rammentarono che furono altri ad usare violenza.
È la realtà dei fatti che giammai alcuno potrà cassare… sebbene oggi quella realtà sia mistificata da un verdetto giuridico-politico imposto dal totalitarismo democratico.
È una giustizia a due pesi e due misure. Lo hanno denunciato giornalisti che certamente non appartengono alla storia degli imputati, come Nicola Porro e Francesco Borgonovo, interrogandosi sulle contraddizioni di quei giorni, sulla gestione dell’ordine pubblico e sul diverso metro adoperato verso piazze differenti… a seconda della colorazione politica dei manifestanti…
In tale senso, ricorda Giuliano, ebbe ad esprimersi anche il Ministro Piantedosi… e non riesce a rassegnarsi su quanto accaduto… lui che nella sede della C.G.I.L. non vi ha messo piede…
È convinto che negli anni a venire si parlerà ancora del ‘9 ottobre’…
Si parlerà del giorno in cui una parte del popolo italiano si ribellò alla sperimentazione degli “arresti domiciliari di massa”… alla compressione delle libertà individuali… e che vide gli italiani divisi fra ‘belanti’ e dissidenti.
Passeranno gli anni. Cadranno le passioni del presente, cadranno le convenienze, cadranno molte verità costruite per il tempo dell’oggi…
Resteranno i documenti. Resteranno i filmati. Resteranno le contraddizioni. Resteranno le domande alle quali ancora oggi non è stata data risposta… ma verrà il tempo nel quale quella giornata sarà guardata con occhi diversi da quelli dell’emergenza e della vendetta politica del sistema.
Perché una sentenza appartiene ad un giorno. La storia appartiene al tempo.
E alla fine ci saranno VERITÀ E GIUSTIZIA anche per i ragazzi cattivi del ‘9 ottobre’.
Un giorno i libri di scuola parleranno di quella Piazza del Popolo e degli oltre centomila uomini e donne d’Italia che ebbero il coraggio di dire NO alle leggi segregazioniste sanitarie… che ebbero il coraggio di scendere nelle strade… che gridarono “LAVORO E LIBERTÀ” quando farlo significava esporsi, essere segnati, essere additati come nemici…essere manganellati e picchiati a sangue… e perdere, nei giorni che vennero innanzi, per paradosso… il lavoro… lo stipendio e anche la libertà di un caffè al bar…
Il ‘9 ottobre’ non finirà con una sentenza…
Perché? … perché il ‘9 ottobre’ appartiene già alla storia… e questa volta non sarà la storia dei vinti… ma degli eroi…





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