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L’AMERICA COMPRA GASOLIO RUSSO, LA RUSSIA VENDE PETROLIO ALL’AMERICA, L’UCRAINA VA AL BUIO E L’EUROPA MUORE DI FREDDO: IL CAPOLAVORO DELLA UE

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La Redazione

La storia delle sanzioni contro la Russia si chiude così: con gli Stati Uniti che comprano diesel russo e l’Europa che va in blackout.

È ufficiale da ieri: Washington ha revocato tutte le sanzioni sul diesel russo fino al 7 aprile 2027.
Motivo? Nobile? No. Elettorale.
Ma basta questo per un programma che si basa su Amterica the First.

Il prezzo del gasolio in America è esploso. I camionisti americani, che sono la base elettorale di Trump, pagano 5 dollari al gallone.

Senza diesel a basso costo, Trump perde le elezioni di Mid-Term del 2026.
Soluzione? Ha chiamato Mosca.

In un colpo solo, Trump ha fatto due cose: ha abbassato il prezzo alla pompa e ha seppellito tre anni di propaganda europea sul “mai più un euro a Putin”.

Il Cremlino ha risposto subito.
Parole di Vladimir Putin al termine del colloquio con Trump:

“Siamo pronti a fornire petrolio agli Stati Uniti e al resto del mondo”.

E ha aggiunto: il ritorno del petrolio russo sul mercato americano avrebbe effetti positivi sull’intera economia mondiale.

Tradotto: la Russia non è isolata.
L’isolata è l’Europa.

A Kiev è scoppiato il panico.
Volodymyr Zelensky ha reagito con la dichiarazione più dura dall’inizio della guerra contro i suoi stessi alleati:

“Qualsiasi indebolimento delle sanzioni contro la Federazione Russa senza veri accordi per fermare gli attacchi è una debolezza e un regalo per Putin, che porterà alla continuazione della guerra.
Credo che la nostra squadra venga semplicemente utilizzata.
Questo è disonesto, non simile a una partnership e a mio avviso, questa è una decisione debole da parte di partner forti.”

Ha ragione.
L’Ucraina è stata usata. Gli avevano promesso: resisti, ti diamo tutto, la Russia crollerà. Risultato: l’esercito ucraino è allo stremo, senza corrente, Kiev vive blackout giornalieri dopo i bombardamenti dell’8 ottobre, e ora scopre che il suo principale alleato compra diesel dal suo nemico.

È la fine dell’ipocrisia atlantista.

Mentre l’America si compra il diesel russo a prezzo scontato, cosa fa l’Unione Europea? Muore di freddo.

Politico, che non è un giornale sovranista ma il bollettino ufficiale di Bruxelles, scrive l’analisi più catastrofica degli ultimi 15 anni:

Le riserve di gas nei magazzini sotterranei UE sono al 70%.
È il livello più basso in vista dell’inverno da quando sono iniziate le rilevazioni nel 2011. Mancano all’appello 14 miliardi di metri cubi.

Conseguenze?
Politico le elenca con freddezza: i Paesi UE dovranno comprare gas a prezzi “sempre più elevati sui mercati globali instabili” e i governi “potrebbero dover chiedere ai consumatori di ridurre la domanda”.

Tradotto dal burocratese: razionamento.

Bollette alle stelle. Industrie ferme. Famiglie al freddo.

Perché?
Perché l’Europa ha deciso di fare la guerra economica più stupida della storia: ha rinunciato al gas russo a 20 euro a megawattora per comprare GNL americano a 120 euro.

Ha distrutto la sua industria, a partire da quella tedesca, per far arricchire gli armatori americani.

E ora l’America, dopo averci venduto il suo gas carissimo, compra il diesel russo a basso costo per sé.
È un capolavoro di strategia.
Americana. Non europea.

A chiudere il cerchio, la trattativa che umilia definitivamente l’UE.

Il Kiev Independent rivela:
Mosca sta chiedendo a Washington la revoca totale delle sanzioni in cambio di una tregua energetica con l’Ucraina e di un cessate il fuoco nel Mar Nero.

Vuole anche indietro i suoi 300 miliardi di fondi congelati.

A trattare sono Witkoff e Kushner, gli inviati di Trump, tornati da Mosca “con l’impressione che una tregua energetica sia possibile”.

Chi non è al tavolo? L’Unione Europea.
Non è stata invitata. Non conta nulla.

La Russia bombarda le centrali ucraine per negoziare da posizione di forza.
L’America tratta direttamente con la Russia per il suo interesse energetico. L’Ucraina subisce. L’Europa paga e tace.

Questo è il risultato di tre anni di politica estera targata Ursula von der Leyen e Josep Borrell: l’Europa non è più un attore geopolitico.
È un cliente.
Anzi, è il cliente più fesso del mercato.

L’America compra russo e si scalda.
La Russia vende e incassa.
L’Ucraina va al buio.
L’Europa raziona.

Se questo è “vincere la guerra”, figuratevi cosa significa perderla.

E i tecnocrati globalisti nostrani, muti


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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